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«Una mozione zeppa d’errori»

«Una mozione zeppa d’errori»

Fauglia, il sindaco non porta in consiglio la discussione sulla sua sfiducia

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FAUGLIA. «Approssimativi». Il sindaco di Fauglia, Carlo Carli, dà il voto ai consiglieri d’opposizione di Patto per Fauglia e respinge al mittente la mozione con cui puntavano a sfiducialo. Una bocciatura senza ammissione alla discussione in aula per in testo «zeppo d’errori di ortografia, non firmato di pugno e quindi privo di valore».

«Da quando i cittadini faugliesi mi hanno incaricato di rappresentare, con il loro voto del giugno 2009, la loro comunità ho sempre provato ad interpretare il mio ruolo come momento di sintesi di un processo di confronto collettivo e costruttivo, tenendo sempre in considerazione anche l’opinione della minoranza consiliare, alla quale si riconosce doverosamente il ruolo di rappresentante di una parte dell’elettorato faugliese – afferma Carli –. Trovo però veramente priva di fondamento la mozione di sfiducia presentata nei miei confronti. Una mozione che dà bene il senso del profilo politico e culturale del gruppo consiliare Patto per Fauglia».

Per il sindaco è solo un modo per gettare fango. «Si citano in modo generico cifre, alludendo a sperperi, senza riportare riferimenti precisi – dice Carli –. La serietà della politica però non contempla l’omertà e l’allusione, se qualcuno pensa che vi siano danni per mancati introiti utilizzi gli strumenti a sua disposizione: eserciti la democrazia senza gettare discredito nei confronti di chi amministra in modo serio e onesto».

Per la discussione mancano i requisiti. «Lascia allibiti e preoccupati la non conoscenza della norma, l’articolo 52 comma 2 del Testo unico sugli enti locali, che indica precisamente che “la mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati”, pertanto senza questo requisito la mozione non può essere messa in discussione nel prossimo consiglio comunale».

Manolo Morandini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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