Sicurezza
L’accusa di stalking non regge, assolto
Portato due volte in tribunale da una giovane romena pensionato evita la condanna: avevano avuto una storia
PONTEDERA. Una storia d’amore – lui sessantenne di Altopascio e lei una ventina di anni di meno, romena – finita male. Quando è finita la relazione tormentata e con molti assegni staccati e alcuni finanziamenti accesi per fare contenta la giovane, la coppia è scivolata nel più classico dei repertori con accuse e denunce. Il pensionato avrebbe strappato la borsetta (un suo dono, piuttosto costoso...) all’ex fidanzata dopo averla spinta. Sempre nel tentativo di mettere a segno la sua rivalsa. Una brutta vicenda da cui l’uomo è uscito patteggiando la pena dopo essere stato arrestato. Del resto l’ex amica lo aveva accusato di rapina e tentata estorsione per colpa di una telefonata che l’uomo le aveva fatto invitandola ad andare da lui se voleva quella borsetta.
L’altro giorno in tribunale a Pontedera è andata in scena la seconda puntata della battaglia giudiziaria tra l’ex convivente, una badante che ha lavorato in più famiglie a Cascine di Buti e a Bientina, e il pensionato che nella relazione con la straniera più giovane di lui ha investito tutti i suoi risparmi pur di fare contentata la donna che negli anni del menage con l’uomo ha organizzato il matrimonio della figlia a Montecatini Terme contando sempre sull’aiuto dell’ex “partner”.
L’imputato, classe 1949, stavolta era accusato di stalking dalla sua ex compagna.
Sicura di sè la donna nel rispondere alle domande del pubblico ministero e del giudice non ha esitato a ridere in faccia all’imputato anche quando c’era da ricostruire episodio complicati come quello di un telefonino gettato per terra e distrutto dall’uomo (che peraltro lo aveva pagato... ).
Ma l’accusa era quella di persecuzione, telefonate, messaggi insistenti che avrebbero stravolto la vita della badante. Il movente? Le gelosia, ovviamente. Ma il racconto dei testimoni e la ricostruzione dei fatti “narrati” nella denuncia non ha deve avere trovato abbastanza riscontri.
E le stesse parole della donna non sembrano avere convinto il giudice monocratico Paola Giovannelli che ha assolto l’imputato - difeso dall’avvocato Massimo Parenti - perché il fatto non costituisce reato. Le motivazioni si conosceranno tra sessanta giorni.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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