Il Tirreno

Pontedera

Commissione d’indagine la maggioranza dice no

di Francesca Suggi

Caso-benzinopoli, le tre opposizioni provano a trovare un accordo Lista civica e Bassini fanno blocco. Saltano fuori pieni di gasolio pure nel 2008

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VOLTERRA. A parole tutti vogliono chiarezza. Nei fatti, a parte un grande abuso della parola, la maggioranza insieme al sostegno di minoranza di Antonella Bassini (Popolo per Volterra) bocciano sonoramente la proposta congiunta delle altre opposizioni di affidare ad una commissione consiliare d’indagine l’esame dell’utilizzo improprio dei mezzi comunali, delle spese ad essi connesse e dei rimborsi a favore degli amministratori. «Non occorre un commissario del popolo, l’amministrazione comunale ha fatto una segnalazione alla guardia di finanza e saranno gli inquirenti ad accertare eventuali irregolarità». Così introduce l’argomento principe di un consiglio comunale durato oltre 10 ore il sindaco Marco Buselli.

Si percepisce subito una commistione tra filone giudiziario e politico, quando in realtà l’uno ha una sua strada assolutamente indipendente dall’altro. Il caso scoppia grazie una interrogazione fatta da Po a settembre. Sotto la lente la gestione allegra delle auto comunali: su 11 veicoli, ben 7 non vengono dotati di registro sul quale l’utilizzatore deve indicare generalità, data, destinazione del viaggio e km. Sono quelle del settore tecnico, a cui si aggiunge la Fiat Brava degli organi istituzionali, dotata, invece del registro mai utilizzato. A ciò si aggiunge la questione della scheda carburante (se ne denuncia lo smarrimento, poi torna al Comune per mano dell’assessore Roberto Costa) dell’auto cosiddetta del sindaco e la sua gestione allegra (pieni di gasolio incompatibili con la macchina, tanti consumi e pochi km), come emerge dalla relazione del ragioniere capo del Comune.

L’autore del pieno ibrido del 10 agosto è Costa. Dice di aver utilizzato la sua auto per scopi istituzionali a Livorno, scrive la sua versione inviandola anche al revisore dei conti. «In questi anni non ho mai chiesto un rimborso, ho preso la mia auto per l’impossibilità di utilizzare la Brava». Per dimenticanza nessun appunto del suo viaggio sul registro e la carta resta a lui «inavvertitamente». Il consigliere di maggioranza Nicola Caruso lo sostiene: «Ha ammesso il suo sbaglio, ha spiegato le motivazioni». Rincara il sindaco: «Non ho motivo di dubitare, è stato un disguido non aver compilato “il fogliolino”».

L’atmosfera fa scintille e gli animi si scaldano. La capogruppo del Popolo per Volterra parla di pieni di gasolio anche nel 2008, antecedenti alla giunta Buselli. Motivo in più per aprire una commissione di indagine, e invece.

«Il regolamento dei registri è stato fatto dalla nostra amministrazione», rivendicano gli assessori Paolo Moschi e Elisa Tonelli. Affermazione subito stroncata dal capogruppo di Po Fabio Bernardini: «Il nostro compito è controllare che le norme siano applicate, se i primi a infrangerle sono gli assessori, di che si parla: utilizzare la carta carburante dell’amministrazione per la propria auto è un illecito e chi ha sbagliato si deve dimettere». Rinforza Danilo Cucini, la Sinistra per Volterra: «Il sindaco in primis dovrebbe sentirsi addosso la responsabilità di voler chiarire politicamente il caso, è un problema da risolvere per mantenere questa amministrazione comunale nella correttezza». Tra commenti alterati, amministratori che si parlano addosso e parole fuori dal seminario, alla fine è Rosa Dello Sbarba, capogruppo di Città Aperta a testare se veramente, ognuno, là dentro, a modo suo, ha voglia di fare chiarezza. «Noi siamo disponibili a modificare la nostra mozione, a togliere le premesse e a lasciare solo la proposta di una commissione d’indagine». Proposta anche questa respinta a colpi di maggioranza e Bassini.

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