Il Tirreno

Pontedera

Verso il braccetto della Bretella

di Giacomo Pelfer
Verso il braccetto della Bretella

Con la vendita della fognatura industriale ad Aquarno, Castelfranco avrà i soldi per l’opera

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CASTELFRANCO. La notizia è che qualcosa si muove. Il consiglio comunale di martedì ha segnato un passo avanti verso la realizzazione del cosiddetto braccetto alla Bretella del Cuoio, quello sul lato castelfranchese, che dovrà unire la rotatoria intermedia con via delle Confina. Un’opera attesa, che da alcune settimane sta già procedendo sul lato di Santa Croce, fra la Bretella e via Sant’Andrea. Castelfranco conta di fare altrettanto nell’arco del 2013, come auspicato dal sindaco Umberto Marvogli. Il consiglio comunale, infatti, ha sancito la vendita della fognatura industriale in favore di Aquarno, incamerando risorse che permetteranno di devolvere vecchi mutui, già sostenuti dal Comune, alla realizzazione del nuovo collegamento stimato in circa 400mila euro. Il primo scoglio da superare, però, rimane quello del terreno: 3mila i metri quadri necessari, di proprietà di un privato già fortemente espropriato dalla Provincia per la costruzione della Bretella, («e probabilmente non ancora liquidato», come spiegato dal sindaco), la cui abitazione si trova adesso praticamente in mezzo fra la rotatoria e via delle Confina, a pochi metri dal tracciato del braccetto. Da qui la trattativa, complessa, con il proprietario determinato ad opporsi, a meno che gli imprenditori non intervengano per contribuire all’acquisto a prezzi di mercato.

«Gli industriali si sono resi disponibili – ha detto Marvogli –. E mi risulta che siano già vicini all’accordo col proprietario». Più cauto Mauro Orazzini del consorzio Coaque, che riunisce le ditte conciarie del Macrolotto di Castelfranco: «Da parte nostra – dice – c’è la disponibilità a partecipare all’acquisto, anche se ancora non c’è un accordo definitivo. Ad ogni modo, l’unico ente titolato all’acquisto è il Comune, noi possiamo solo contribuire». La trattativa degli imprenditori necessita quindi di un’investitura ufficiale, anche se occorre chiarire quale fa i due Comuni, formalmente, deve provvedere all’acquisto, perché se i lavori spettano a Castelfranco il terreno ricade ancora nel territorio di Santa Croce. Al di là delle questioni legate all’esproprio, la vendita della fognatura apre comunque un percorso che finora appariva bloccato. Il depuratore Aquarno avrà il diritto di prelazione sull’acquisto delle condotte: 10,4 chilometri in tutto, stimati in 32mila euro ciascuno per un totale di 340mila. «Un affare – lo definisce Marvogli – che consentirà di realizzare un opera importante per le nostre aziende». Una boccata d’ossigeno al bilancio, che permetterà, come spiegato dal vicesindaco Gabriele Toti, «la devoluzione di vecchi mutui a sostegno dell’opera. In pratica, destineremo al braccetto mutui contratti in passato per altre opere, di cui già paghiamo le quote. L’obiettivo è un’opera che migliorerà la viabilità della zona industriale rendendola più appetibile».

L’operazione è stata votata dalla maggioranza, col voto contrario del Pdl («perché tutto – ha detto Stefano Taglialagamba – è sempre a carico degli industriali») e l’astensione degli altri due gruppi consiliari».

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