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Un intervento fondamentale per unire le due zone industriali rimaste scollegate

Un intervento fondamentale per unire le due zone industriali rimaste scollegate

Era un comprensorio molto diverso quello che negli anni ’80 progettò la cosiddetta Bretella del Cuoio. Il Macrolotto di Castelfranco ancora non esisteva, e l’obiettivo era quello di alleggerire il...

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Era un comprensorio molto diverso quello che negli anni ’80 progettò la cosiddetta Bretella del Cuoio. Il Macrolotto di Castelfranco ancora non esisteva, e l’obiettivo era quello di alleggerire il traffico di Santa Croce collegando la nascente Francesca Bis con la sponda sinistra del Valdarno. L’idea di un’uscita intermedia fu aggiunta in un secondo momento, prevedendone la costruzione a carico esclusivo dei comuni di Santa Croce e Castelfranco. Un’opera che le aziende considerano fondamentale per gli spostamenti fra le due zone industriali, rimaste scollegate, di fatto, proprio con l’arrivo della Bretella che ha sancito, fra le proteste, la chiusura della vecchia via Fucini. Per viaggiare dalle ditte di Castelfranco a quelle di Santa Croce, infatti, non rimane che percorrere via delle Confina fino alla Francesca Bis, oppure andarsi a infilare sulla Francesca dal pericolo stop dia Via Bernini. L’arrivo dei braccetti, di fatto, migliorerebbe la viabilità collegando le due aree industriali con Ponte a Egola e la Fi-Pi-Li.

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