Il Tirreno

Pontedera

Olio “taroccato”, controlli nei supermarket

La Coldiretti farà eseguire le analisi e, in caso di illegalità, si rivolgerà alla Guardia di Finanza

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Gli agricoltori incassano il “si” unanime del Senato alla legge salva-olio. Il percorso non è ancora completo, ma un nuovo passo avanti è stato fatto anche grazie al contributo degli agricoltori pisani, sempre in prima linea per difendere la trasparenza e la qualità di uno dei principali prodotti del territorio dal fenomeno della contraffazione e della sofisticazione. L’obiettivo è quello di arrivare, entro la fine della legislatura, all’approvazione delle “norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini”.

L’azione di protesta di Coldiretti, sfociata a luglio con il sit-in di fronte al consiglio della Regione Toscana e poi nell’evento alla Leopolda che ha portato alla luce i numeri mostruosi del business del falso olio extravergine, è pronta ora a passare alla fase due: i controlli nei supermercati.

Secondo Coldiretti – il dato si riferisce ad una serie di controlli effettuati nei mesi scorsi – il 50% dell’olio venduto nel nostro paese come extravergine non aveva le caratteristiche per esserlo mentre il 53% venduto come olio italiano non lo era. Un “affaire” che danneggia ed impoverisce le imprese agricole e che l’organizzazione di categoria intende “stroncare” con tutti i mezzi. Coldiretti non esclude la possibilità di un’azione senza precedenti anche in provincia di Pisa. Ad annunciarlo è Fabrizio Filippi, presidente provinciale di Coldiretti: «Andremo nei supermercati, tra gli scaffali, tra le bottiglie di olio vendute che le famiglie pisane acquistano ogni giorno; compreremo le bottiglie, faremo le analisi e dove troveremo dati fuori dai limiti previsti porteremo tutto alla Forestale o alla Guardia di Finanza. È il momento giusto per fare chiarezza su un settore così importante e strategico».

Con questa azione Coldiretti vuole smascherare tutti quei prodotti che “sfruttano” etichette ingannevoli e le maglie troppo larghe di una legge che non facilita la scelta consapevole del consumatore. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posta dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa