Il Tirreno

Pontedera

Finisce all’ospedale dopo la rapina

di Sabrina Chiellini
Finisce all’ospedale dopo la rapina

Con un cacciavite puntato alla gola le rubano cinquanta euro. Una notte di ricovero per lo choc subìto

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PONSACCO. Trovarsi con un cacciavite puntato alla gola e la paura che ti assale. Sa bene cosa significa tutto questo Maura Martini, alimentarista di Ponsacco, che lunedì pomeriggio si è trovata faccia a faccia con un uomo che dopo averla minacciata le ha chiesto i soldi dell’incasso.

La donna in quel momento - erano le 18 di lunedì - era sola nel negozio di alimentari lungo la strada che da Ponsacco porta alla rotatoria di Camugliano. Lei era assorta nei suoi pensieri, stava pulendo e non pensava certo di trovarsi davanti a uno sconosciuto pronto a puntarle il cacciavite addosso per racimolare qualche spicciolo. L’uomo, che aveva il volto travisato da una bandana, era convinto di trovare l’incasso della giornata. «Dammi i soldi», l’immediata richiesta. Facile immaginare la reazione della negoziante, che sapeva di non avere soldi in cassa e temeva una reazione violenta di quello sconosciuto piombato all’improvviso davanti a lei.

«Ho preso i soldi che avevo nella borsa, circa 50 euro e li ha dati al rapinatore», ha poi raccontato la commerciante spaventata. Prima di aprire la borsa la donna ha cercato di mandarlo via spiegandogli che non c’era l’incasso, che avrebbe trovato pochi soldi. Il rapinatore si è accontentato della cifra modesta ed è fuggito riuscendo a far perdere le proprie tracce. Perché i carabinieri, che subito dopo sono stati chiamati dalla negoziante, non sono riusciti, nonostante le ricerche, a rintracciarlo nelle vie vicine al negozio di alimentari.

«Non è stato facile per mia moglie – racconta il marito Bruno Gasperini –, è rimasta scioccata. Era sola nel negozio e non poteva immaginare come avrebbe reagito il rapinatore. Per fortuna, io non c’ero. Non so se sarei stato a guardare quell’uomo. La legge dobbiamo farcela da noi, non c’è nessuno che ci tutela, a cominciare da chi ci governa».

In seguito alla rapina la commerciante ha chiuso il negozio ed è andata a casa. Ma poche ore dopo il marito ha dovuto accompagnarla al pronto soccorso: lo stress le ha causato un malore. «L’hanno trattenuta sotto osservazione per tutta la notte», spiega mentre la moglie è nel negozio e si occupa dei clienti preferendo non ripercorrere i momenti della rapina.

Martedì pomeriggio il negozio di alimentari è rimasto chiuso e così anche il giorno successivo per il riposo settimanale. E la notizia ha fatto preso il giro del paese.

Ora la titolare del negozio di alimentari vive nell’ansia che lo sconosciuto possa ripresentarsi. Un timore che ha la maggiore parte dei commercianti quando si avvicina l’ora di chiusura delle loro attività. Rapine alla fine di una giornata di lavoro ci sono state a Vicopisano (nella farmacia), a Bientina (l’impiegata di una palestra) e a Pontedera (la tentata rapina ai danni della gioielleria “Fassorra”) e a Cascina (in una tabaccheria la sera di Halloween).

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