Il dolore
Sconfitti i “no-biogas” il Tar respinge il ricorso
I giudici non accolgono la richiesta di sospensiva del comitato dei contrari e del complesso ricettivo “Oasi al Lago”. I lavori all’impianto possono proseguire
SANTA MARIA A MONTE. Accuse respinte al mittente, si paghino le spese. L'impianto a biogas nella piana di San Donato può andare avanti, fino alla sentenza definitiva. I 3 giudici della seconda sezione del Tar hanno inflitto un duro colpo alle speranze del Comitato “Tutela salute e ambiente”, respingendo il ricorso intentato contro l'impianto per ottenere una sospensione dei lavori, giunti già a buon punto. Due ordinanze (l'altra, identica, in risposta al ricorso parallelo presentato dal titolare dell'”Oasi al Lago”) che rimandano ogni decisione circa l'autorizzazione concessa alla centrale a biogas della Prati Bioenergia a data da destinarsi, ma che per ora permettono di fatto ai titolari dell'azienda agricola di concludere i lavori e attivare la produzione di energia.
Le motivazioni. A giustificare la decisione, per i giudici, è l'inesistenza del periculum in mora, vale a dire di un pericolo effettivo, in questo caso di natura ambientale, tale da motivare una sospensione dei lavori a carattere cautelativo in attesa di sentenza definitiva. Il fatto che l'impianto proceda col suo percorso mentre il ricorso va avanti non rappresenterebbe dunque un danno «in quanto l’autorizzazione rilasciata è stata emessa all’esito di una conferenza di servizi nella quale si è tenuto conto dei pareri favorevoli di tutti i soggetti e risultano assunte quelle precauzioni che tengono conto di possibili effetti negativi per coloro che si trovano a vivere ed operare nei pressi del costruendo impianto».
Le spese. Oltre all'esito giuridico, l'altro elemento negativo per il comitato è rappresentato dal pagamento delle spese: «1.000 euro oltre accessori per ciascuna delle parti costituite», vale a dire Provincia di Pisa, Comune di Santa Maria a Monte, comando provinciale Vigili del Fuoco, Arpat e azienda. Una spesa che si aggirerà intorno ai 5mila euro per ognuno dei due ricorsi.
Il comitato. «Un esito sconcertante che ci lascia di stucco – è il commento del presidente del comitato Williams Busdraghi. – Nei prossimi giorni decideremo sul da farsi, anche nell'eventualità di andare al Consiglio di Stato, ma è ovvio che dopo una risposta del genere le nostre speranze si attenuano». «Ringraziamo calorosamente tutti quanti si sono voluti accodare in qualità di controparte, facendo lievitare le nostre spese – ironizza Busdraghi. – In ogni caso ci vediamo alla sentenza definitiva, quella sull'autorizzazione».
L'azienda. «Avrebbero potuto risparmiare i loro soldi, evitando di spargere veleno» è la sentenza rivolta al fronte del “no” da parte di Giorgio Prati, della Prati Bioenergie. Parole alle quali si sommano quelle di Paolo Nacci, altro socio dell'azienda: «il danno ormai è fatto, a causa del clima da campagna elettorale che si è voluto innescare nessuna banca ci ha voluto finanziare il progetto. In ogni caso abbiamo dimostrato la nostra assoluta buona fede. Abbiamo fatto tutte le cose in regola».
Il Comune. «L'amministrazione ha fatto semplicemente il suo dovere, facendosi garante dei diritti di tutti – afferma il sindaco David Turini – Apprezziamo l'interesse mostrato dai cittadini, ma ancora una volta abbiamo voluto rimarcare la differenza fra una politica responsabile ed una volta solo a cavalcare il malcontento».
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