Il Tirreno

Pontedera

Gente in piazza contro i tagli ai bus

La proposta di un cittadino-utente di Pomarance: silenzio generale dei sindaci

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POMARANCE. Una mobilitazione popolare contro i tagli al trasporto pubblico in Alta Valdicecina. A proporla è un cittadino di pomarance, Andrea Pazzagli, utente quotidiano di quei bus Cpt che da qui a poco subiranno una sforbiciata non da poco, soprattutto nelle frazioni meno popolate, come denunciato nelle settimane scorse proprio dai sindacati degli autisti, all’unisono.

«L’assenza di iniziative da parte dei sindaci che sono buoni solo a dire che non vogliono i tagli è preoccupante, né serve a qualcosa parlare di ripristino della ferrovia Saline-Volterra, progetto fumoso e fuori dal tempo, patrocinato da ex ministri demagogicamente alla ricerca di spunti di notorietà», rincara. Senza farsi mancare una critica alla battaglia da tempo portata avanti da tempo soprattutto dal sindaco di Volterra, Marco Buselli che chiede un ripristino del treno.

Pazzagli guarda con terrore il passaggio del trasporto pubblico regionale ad un gestore unico. « Naturalmente il vincitore della gara prenderà volentieri la polpa e cercherà di ridurre al minimo l’osso – riflette – Fuor di metafora questo significherà che nel nostro territorio resteranno poche linee, quelle che viaggiano sulla principale percorrenza, mentre tutto il resto (si parla di centri sotto i 1000 abitanti che da noi sono la stragrande maggioranza) verrà cancellato. Del resto le prove generali sono già state fatte; nel mese di agosto 2012 la domenica non c’era nemmeno un pullman per Cecina a Volterra, alla faccia delle potenzialità turistiche di cui si parla sempre». Preoccupa pure il taglio occupazionale, oltre che la ripercussione sul servizio e sui disagi che si creeranno alla popolazione. «Il taglio delle corse avrà ripercussioni sul piano occupazionale con messe in cassa integrazione o, nella migliore delle ipotesi, trasferimenti forzati ad altra zona (proprio quello che non ci vorrebbe in zone quasi disabitate come la nostra). Ancora una volta i tagli colpiscono in particolare le zone meno densamente popolate, accentuando quell’effetto serpente che si mangia la coda che si ripete puntualmente quale che sia il tipo di servizio tagliato (trasporti, poste, scuole). Bisogna però dire che coloro che progettano e attuano tagli (Governo e Regione) hanno un compito facile davanti alle mansioni del tutto insufficienti dei nostri enti locali. Non basta, cari sindaci, rispondere che i tagli non li fate e non li volete voi, ci vuole, ci vorrebbe, una mobilitazione popolare».

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