Il Tirreno

Pontedera

Difesa ambientale, ecco il decalogo dettato dai Comitati

di Giacomo Pelfer
Difesa ambientale, ecco il decalogo dettato dai Comitati

Una serie di raccomandazioni ai Comuni per alzare il livello di attenzione sul tema della salvaguardia del territorio

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CASTELFRANCO. L’obiettivo è alzare il livello d’attenzione sul tema della salvaguardia ambientale, investendo le amministrazioni come enti di indirizzo e di controllo, in un territorio tra i più delicati nell’equilibrio fra salute e lavoro. È quanto chiede il decalogo di proposte avanzate da un documento di Unione Inquilini e Comitato Antinquinamento di Castelfranco, che raccoglie l’adesione anche da Movimento Cinque Stelle, Associazione Progetto Città di Castelfranco, Rifondazione e Gruppo Misto di Montopoli. «Un documento di raccomandazioni che abbiamo condiviso assieme – spiega Andrea Ceccanti di Progetto Città – perché crediamo che la gestione del territorio non possa prescindere dai temi della salute e della partecipazione».

Il documento, ricordando il carico ambientale della zona, nonché le previsioni di nuovi impianti o ampliamenti (dal pirogassificore al biogas, passando per il Tubone), propone ai sindaci di redigere un “Bilancio ecologico territoriale”, «che garantisca – si legge – l’approvvigionamento idrico salvaguardando le falde acquifere, la depurazione e la riduzione del rischio idraulico, nonché l’utilizzo di tecnologie ad alto risparmio energetico e la riduzione del traffico veicolare a favore di mezzi di trasporto pubblico».

In secondo luogo, si chiede «una mappatura ambientale puntuale di tutto il comprensorio». «Una proposta – ricorda il grillino Luca Trassinelli - che avevamo già avanzato ai comuni di S. Croce e Castelfranco a luglio, considerando che la zona è definita “critica” dalla stessa Arpat. Ancora, però, non abbiamo ricevuto risposta». Infine, sull’attività di Arpat, il documento torna a reclamare «il potenziamento della sede di San Romano, e di tutti i controlli necessari a garantire la sicurezza ambientale». «Le criticità di questa zona sono note da tempo – dice Giuseppe Novino di Rifondazione, nonché consigliere del Gruppo Misto - eppure, fino a qualche anno fa, grazie all’impegno di enti locali e imprenditori avevamo raggiunto una situazione accettabile».

Una zona che negli ultimi mesi è stata investita da un forte incremento di segnalazioni per maleodoranze, per le quali l’Arpat, pochi giorni fa, ha puntato il dito contro Waste Recycling, Aquarno e Sgs. Una mezza vittoria per chi vive in quella zona, come Daniele Costagli: «La situazione – afferma – sembra migliorata. È la dimostrazione che se i cittadini vigilano le istituzioni non possono far finta di niente». «Eppure – aggiunge Aurora Rossi del Comitato Antinquinamento – bastava usare il naso per capire da dove venivano quegli odori. Siamo soddisfatti nel vedere l’adesione dei partiti: anche il Pd sembra guarito dalla smania di concedere autorizzazioni. La considero una vittoria del Comitato». Luca Scarselli dell’Unione Inquilini definisce l’adesione al documento, sottoscritto da forze politiche e associazioni, come un «evento di portata storica. Perché finalmente – dice – si abbattono i campanili e i muri della politica».

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