La manifestazione
Difesa ambientale, ecco il decalogo dettato dai Comitati
Una serie di raccomandazioni ai Comuni per alzare il livello di attenzione sul tema della salvaguardia del territorio
CASTELFRANCO. L’obiettivo è alzare il livello d’attenzione sul tema della salvaguardia ambientale, investendo le amministrazioni come enti di indirizzo e di controllo, in un territorio tra i più delicati nell’equilibrio fra salute e lavoro. È quanto chiede il decalogo di proposte avanzate da un documento di Unione Inquilini e Comitato Antinquinamento di Castelfranco, che raccoglie l’adesione anche da Movimento Cinque Stelle, Associazione Progetto Città di Castelfranco, Rifondazione e Gruppo Misto di Montopoli. «Un documento di raccomandazioni che abbiamo condiviso assieme – spiega Andrea Ceccanti di Progetto Città – perché crediamo che la gestione del territorio non possa prescindere dai temi della salute e della partecipazione».
Il documento, ricordando il carico ambientale della zona, nonché le previsioni di nuovi impianti o ampliamenti (dal pirogassificore al biogas, passando per il Tubone), propone ai sindaci di redigere un “Bilancio ecologico territoriale”, «che garantisca – si legge – l’approvvigionamento idrico salvaguardando le falde acquifere, la depurazione e la riduzione del rischio idraulico, nonché l’utilizzo di tecnologie ad alto risparmio energetico e la riduzione del traffico veicolare a favore di mezzi di trasporto pubblico».
In secondo luogo, si chiede «una mappatura ambientale puntuale di tutto il comprensorio». «Una proposta – ricorda il grillino Luca Trassinelli - che avevamo già avanzato ai comuni di S. Croce e Castelfranco a luglio, considerando che la zona è definita “critica” dalla stessa Arpat. Ancora, però, non abbiamo ricevuto risposta». Infine, sull’attività di Arpat, il documento torna a reclamare «il potenziamento della sede di San Romano, e di tutti i controlli necessari a garantire la sicurezza ambientale». «Le criticità di questa zona sono note da tempo – dice Giuseppe Novino di Rifondazione, nonché consigliere del Gruppo Misto - eppure, fino a qualche anno fa, grazie all’impegno di enti locali e imprenditori avevamo raggiunto una situazione accettabile».
Una zona che negli ultimi mesi è stata investita da un forte incremento di segnalazioni per maleodoranze, per le quali l’Arpat, pochi giorni fa, ha puntato il dito contro Waste Recycling, Aquarno e Sgs. Una mezza vittoria per chi vive in quella zona, come Daniele Costagli: «La situazione – afferma – sembra migliorata. È la dimostrazione che se i cittadini vigilano le istituzioni non possono far finta di niente». «Eppure – aggiunge Aurora Rossi del Comitato Antinquinamento – bastava usare il naso per capire da dove venivano quegli odori. Siamo soddisfatti nel vedere l’adesione dei partiti: anche il Pd sembra guarito dalla smania di concedere autorizzazioni. La considero una vittoria del Comitato». Luca Scarselli dell’Unione Inquilini definisce l’adesione al documento, sottoscritto da forze politiche e associazioni, come un «evento di portata storica. Perché finalmente – dice – si abbattono i campanili e i muri della politica».
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