Il Tirreno

Pontedera

Crisi Cdc, salta la prima convocazione dell’assemblea

PONTEDERA. Non ci sarà il socio di maggioranza. Giuseppe Diomelli, presidente e principale azionista del Gruppo Cdc Spa ha fatto sapere al management che non si presenterà alla prima convocazione...

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Non ci sarà il socio di maggioranza. Giuseppe Diomelli, presidente e principale azionista del Gruppo Cdc Spa ha fatto sapere al management che non si presenterà alla prima convocazione dell’assemblea straordinaria, lunedì 12. Una decisione che è il riflesso dei movimenti in atto per dare una svolta in positivo alla vicenda che ha travolto il colosso informatico di Gello.

Assemblea deserta. Salata la prima convocazione e tutto slitta al 23 novembre. Le date dell’assemblea sono fissate dall’inizio di ottobre tengono conto dei tempi tecnici per convocazione e atti necessari per deliberare sull’ipotesi di un concordato preventivo “in continuità” oppure sullo scioglimento anticipato della società, con la messa in liquidazione.

Tempi stretti, ma il rinvio è un segnale che i giochi sono ancora aperti. La prospettiva la traccia il presidente del consiglio di amministrazione della Cdc Diomelli, nella lettera di convocazione inviata ai soci: “Per il concordato preventivo “in continuità”, sembrano indispensabili, allo stato, l’approvazione di un piano di ristrutturazione del debito e nuova finanza in misura coerente con una ridotta dimensione aziendale, ma sufficiente per la ricostituzione di un capitale circolante in grado di alimentare nuovamente le reti commerciali, e/o altre misure di natura straordinaria”.

Insomma, se a oggi le prospettive fossero state tutte chiuse per una “nuova” Cdc allora la convocazione di lunedì 12 non sarebbe andata deserta e la strada segnata verso la liquidazione. Invece, così non è. E ciò nonostante che al 30 giugnola società avesse un’esposizione debitoria verso il sistema bancario pari a 38,2 milioni di euro e di debiti commerciali pari a circa 37,2 milioni, una parte dei quali ceduti dai fornitori a soggetti di natura bancaria e finanziaria. Al punto che dei tredici decreti ingiuntivi arrivati alla società per un totale di 147mila euro, solo 4 sono stati chiusi. Ma data la situazione alcuni fornitori hanno sospeso le forniture. E il management Cdc per “congelare” le pretese si è avvalso delle possibilità del concordato preventivo con continuità aziendale, concesso dal tribunale lo scorso 18 settembre, per verificare la disponibilità di nuovi investitori e degli istituti di credito ad apportare nuove risorse finanziarie, oltre a elaborare un piano di risanamento e ristrutturazione del debito. Sul punto si concentrano le attenzioni dei lavoratori, di sindacati e delle istituzioni.

Manolo Morandini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa