Il Tirreno

Pontedera

Project, il Comune verso il contenzioso

di Giacomo Pelfer
Project, il Comune verso il contenzioso

Il sindaco: «Se entro il 30 novembre l’ampliamento del Cencione non sarà completo, non pagheremo più le rate»

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SAN MINIATO. L’ultimatum è fissato al 30 novembre. «Se entro quella data l’ampliamento del Cencione non sarà completo, il Comune sospenderà il pagamento del contributo al project financing, aprendo la strada al contenzioso con San Miniato Gestioni». Come dire che l’amministrazione ha già deciso quale sarà il futuro di quell’accordo, perché di lavori, al Cencione, ancora non se ne vedono.

Parola del sindaco Vittorio Gabbanini, che ha lanciato l’ultimatum nel consiglio comunale di lunedì. «Quei lavori – ha aggiunto – erano stati annunciati per giugno, poi per settembre; dopo il 30 novembre metteremo tutto in mano a un avvocato per avviare il contenzioso». Un annuncio in risposta agli attacchi delle opposizioni, che non ha comunque spento i toni infuocati dello scontro sull’accordo del 2005, che continua ad alimentare dubbi sulle scelte passate e su quelle future.

Le garanzie per il Comune. A cominciare proprio dal contributo semestrale che il sindaco adesso si dice pronto a sospendere: in tutto 4,3 milioni in vent’anni, a sostegno di un mutuo da 2,4 milioni acceso dal concessionario privato, composto da Consorzio Etruria e Pisa Parcheggi. Se per Simone Giglioli (Pd) la possibilità di sospendere il pagamento rappresenta «uno strumento di tutela per il Comune», il gruppo Pdl ha rimarcato, invece, la necessità di sottoscrivere a suo tempo le fideiussioni. «Perché adesso magari smettiamo di pagare – ha detto Michele Altini – ma gli 800mila euro che abbiamo già versato chi ce li ridà?».

La regolarità. Lo scontro, però, si è innescato da subito sull’accusa d’irregolarità degli atti da parte del capogruppo Pdl Roberto Ferraro, rilanciata di recente anche dal deputato Riccardo Migliori. «La convenzione – ha detto Ferraro – non è mai stata approvata dal consiglio. Addirittura, nel dicembre 2002 discutemmo una delibera per l’alienazione di alcuni immobili, senza alcun accenno al project. Un delibera di giunta del giorno dopo, invece, conteneva già tutti i dettagli dell’operazione». In risposta, il dirigente Alessandro Annunziati ha spiegato che «la concessione è solo un modo diverso col quale si appaltano i lavori, e i contratti di appalto non passano dal consiglio».

La situazione attuale. Riparte dall’oggi, invece, l’analisi di Laura Cavallini (Sel), «perché questo consiglio – ha detto – non è a conoscenza della situazione attuale: non sappiamo neanche chi sono i nuovi soggetti dell’accordo. Come non si capisce per quale ragione, nonostante sia il Comune ad averci rimesso, continuiamo a subire questa convenzione. A meno non ci sia qualcosa che non sappiamo». «Siamo in deficit – ha aggiunto Fabio Corsi –: ad oggi, solo gli alloggi popolari di San Romano sono nella piena disponibilità del Comune». A far discutere è soprattutto la gestione privata dei parcheggi. «Dobbiamo anche considerare – ha detto Giglioli (Pd) – che il project rispondeva a suo tempo a necessità reali fissando degli obiettivi ambiziosi. Oggi va ripensato».

La difesa del sindaco. «In questi anni abbiamo fatto il possibile – ha replicato Vittorio Gabbanini ribattendo alle accuse –: abbiamo chiuso la questione parcheggi con la cancellazione di 100 posti a pagamento e con l’apertura per 24 ore del Cencione, senza dimenticare che il project ha permesso opere importanti che il Comune non poteva permettersi».

Quale futuro per San Miniato. In una strada che sembra avviata al contenzioso, il dirigente Annunziati suggerisce però una riflessione: «Il project – ha ricordato – si reggeva su un mercato immobiliare che oggi è fermo. In quell’accordo c’era però un’idea di San Miniato; prima del contenzioso sarebbe bene capire quale città vogliamo, per sapere almeno cosa salvare».

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