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Nuovo integrativo restano le divisioni

di Manolo Morandini
Nuovo integrativo restano le divisioni

PONTEDERA. Tutti in ordine sparso alla Piaggio. Sull’integrativo il sindacato fatica a parlare un linguaggio comune. Non c’è unità di vedute neppure sulla strada per uscire dalle secche in cui è...

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PONTEDERA. Tutti in ordine sparso alla Piaggio. Sull’integrativo il sindacato fatica a parlare un linguaggio comune. Non c’è unità di vedute neppure sulla strada per uscire dalle secche in cui è finita la piattaforma unitaria di Fiom, Fim e Uilm, dopo il mandato quorum del referendum lo scorso luglio. Un dato sottolineato anche nella riunione della Rsudi ieri, a cui hanno preso parte anche i segretari provinciali di categoria.

«Un’occasione persa». Così Claudio Garzotto, segretario provinciale Fim-Cisl, commenta la scelta di Fiom ed Uilm di bocciare la proposta del suo sindacato di invitare di nuovo i lavoratori a esprimersi sulla piattaforma da presentare all'azienda per rinnovare il contratto di lavoro. Complice del mancato raggiungimento del quorum per Garzotto è «la spaccatura sorta in seno alla Cgil». Da fatto, la Rsu ha respinto la proposta di riportare quel testo alle urne. Ma il segretario Fim difende i contenuti di quella piattaforma «alla cui stesura si era faticosamente giunti dopo sette mesi di incontri tra Rsu e federazioni provinciali e nazionali».

Una faccenda complicata. «La discussione deve essere fatta chiamando al tavolo anche le segreterie nazionali – dice il segretario provinciale Fiom Marcello Franchi –. In molti hanno lavorato perché non si raggiungesse il quorum, la responsabilità è di tutti. E quel passaggio ci ha reso tutti più deboli nei confronti dell’azienda. Adesso è necessario un tavolo con Piaggio per capire qual è lo scenario e su questo elaborare una nuova piattaforma».

«Non possiamo presentare ai lavoratori una minestra riscaldata – sostiene il segretario provinciale Uilm Marcello Casati –. Però quella piattaforma di luglio che aveva l’avallo della Rsu può servire per aprire un tavolo di trattativa con l’azienda, per confrontarsi e capire quali sono gli spazi possibili di manovra. Ed è quello che la nostra organizzazione proverà a fare dopo aver consultato la segreteria nazionale». Per il segretario provinciale Uglm, Maurizio Iacoponi, che alla piattaforma di luglio non ha preso parte: «Se non si va alla trattativa si fa il gioco dell’azienda. È inutile spararsi addosso, dobbiamo ritrovare un’unità d’intenti, perché senza trattare rinunciamo a fare il nostro mestiere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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