Il richiamo della terra: l’agricoltura salva i giovani
Le storie di Sara, Davide, Beatrice, Samuele, Luca e Jessica: sono loro i nuovi imprenditori entrati a far parte del movimento under 30 di Coldiretti
PONTEDERA. L’agricoltura non è un ripiego. Anzi. Per alcuni di loro è una forma di fuga dalla monotonia di una vita precedente e di un lavoro sicuro e poco avvincente, per altri la naturale collocazione, per altri ancora una scoperta, una scelta giusta. Ma per tutti è una grande opportunità per esprimersi, perché si può vivere d’agricoltura, e vivere bene. Ne sono convinti Sara, Davide, Beatrice, Samuele, Luca, Jessica e gli altri. Sono “figli di zolla”, ma non sempre. Sono coraggiosi, intraprendenti, nonostante la consapevolezza che “non tutto è semplice e scontato”. Hanno capito che l’agricoltura è il futuro.
Loro sono i nuovi giovani imprenditori agricoli del movimento Giovani Impresa di Coldiretti. Storie ed esempi che «rappresentano l’evoluzione e la rivoluzione che la nostra agricoltura sta vivendo – spiega Fabrizio Filippi, presidente provinciale della Coldiretti –. In questi profili ci sono il valore del passato, la freschezza delle nuove generazioni e la consapevolezza di un futuro ancorato al ritorno alla terra».
L’ex bancaria. Sara Lauci, 25 anni, ha mollato la sua vita precedente insieme al marito per dedicarsi alla produzione di mele. Nata in Trentino Alto Adige, dove lavorava in banca, ora vive a Montopoli Valdarno dove ha preso in affitto 3 ettari e mezzo di terreni e dove sta recuperando un meleto storico. «Mi sono licenziata. In banca mi sentivo soffocare, ora mi sento libera – racconta –. Ho qualche pensiero in più perché manca la sicurezza di uno stipendio, ma non ho mai avuto paura di questa scelta. E nemmeno ho mai rimpianto di aver mollato tutto». Il suo obiettivo è iniziare con la vendita diretta nei mercati di Campagna Amica, poi chissà.
Le piantine per gli orti “fai da te”. La sua specialità è la produzione di piante da orto: pomodori, insalata, melanzane, zucchine e così via. È questa l’attività principale dell’azienda di Davide Bambi. sanminiatese, 30 anni. La sua famiglia da sempre coltiva ortaggi che poi vende nei mercati rionali o direttamente in azienda. Dal ’95 ha iniziato a produrre anche piantine da orto. Una scelta che si è rivelata vincente. «È un settore molto particolare – spiega Bambi – serve esperienza e occorre conoscere bene i semi; nulla è lasciato al caso. Oggi rappresenta il 60% del nostro fatturato agricolo».
L’agri-campeggio alle Terme. Diciotto anni, Jessica Caprai di Casciana Terme dopo un paio di tentativi falliti, riuscirà nel 2014 ad aprire il suo agri-campeggio. 8 piazzole di sosta con piscina, parco giochi, forno per barbecue con vista panoramica, un’area ristoro attrezzata tra olivi e colori a soli due chilometri dalle terme di Casciana. L’agri-campeggio “Il Chicco di Grano” sarà pronto solo nell’estate del 2014 e le permetterà di sfruttare anche il percorso di studi oltre che garantirle un’opportunità imprenditoriale: «Ho fatto l’alberghiero – racconta – così ora posso unire l’aspetto ricettivo-turistico a quello agricolo. È perfetto».
Meglio le stalle che la scuola. Beatrice Porcu, 20 anni, origini sarde, di mestiere fa l’allevatrice. Insieme al fratello Mario, 21 anni, manda avanti l’azienda di famiglia a San Miniato, frazione di Calenzano. «Preferivo stare nelle stalle dieci volte che andare a scuola. Per me è stata una scelta naturale – spiega Beatrice –. Non avrei voluto fare altro, anche se è sempre meno conveniente produrre latte. Il prezzo del latte è quello di vent’anni fa, mentre i costi aumentano ogni anno ed è sempre più difficile». Dallo scorso anno è stato installato un moderno impianto di mungitura che consente di ottimizzare i tempi. «Fino allo scorso anno – racconta – si mungeva ancora a mano. 350 pecore sono una bella impresa».
Pane a km zero. La parola d’ordine è diversificare. Così Luca Bernini, 24 anni, cascinese, ha aiutato l’azienda a sopravvivere al crollo del prezzo dei cereali. Ora la sua azienda, la “Bernini Cirani e Piero”, a Pettori, produce anche miele, farina, mele e pane a km zero che vende ai mercati di Campagna Amica di Pisa, Cascina e Pontedera. La vendita diretta garantisce il 50% del fatturato agricolo. «Abbiamo cambiato la politica aziendale – racconta Luca – con i cereali e basta non si andava avanti». Il pane fatto in casa, con la farina e con la macinatura a pietra, è la novità del suo banco da alcuni mesi.
Grano & turismo. Da tre anni lavora fianco a fianco del padre, ma solo da quest’anno è al timone dell’azienda. Per Samuele Baldi, 27 anni, diploma di agrario in tasca, «la strada era spianata». La sua azienda si divide tra la produzione di cereali ed erba medica (circa 50 ettari) a Ponteginori e “La Leccia”, l’agriturismo appollaiato sulle colline di Montecatini Valdicecina. «Non basta più restare ancorati alle tradizioni – ammette – è importante diversificare ed avere idee. Oggi fare impresa agricola è molto diverso rispetto ad un ventennio fa».
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