Sicurezza
Finge un danno all’auto e chiede soldi in contanti
La polizia sventa la cosiddetta “truffa dello specchietto” ai danni di un volterrano Denunciato un giovane milanese. Dal commissariato: attenzione a episodi simili
VOLTERRA. «Scusi, può accostare con l’auto». Clacson, mano fuori dal finestrino, il giovane di origine milanese ma dall’accento marcatamente meridionale attira l’attenzione di un 57enne volterrano alla guida della sua automobile, che subito si ferma, lungo la regionale 439, all’altezza di San Quirico.
«Durante il sorpasso mi ha urtato lo specchietto, meglio un risarcimento in contanti che compilare il cid, perché aumenta l’assicurazione», dice, mostrando lo specchietto danneggiato all’incredulo volterrano, che comunque alla fine si lascia convincere di aver veramente sbattuto contro quella Fiat 500 Abarth.
Così comincia la truffa, sventata poco dopo dagli agenti del commissariato di Volterra, che alla fine denunciano per tentata truffa il giovane milanese (dopo i controlli è emerso che era già stato più volte denunciato per reati contro il patrimonio, per lo più rapina e truffa).
La storia inizia sulla regionale 439: qui il truffatore, che si finge vittima dell’incidente, pattuisce una cifra che l’inconsapevole 57enne gli avrebbe dovuto consegnare al distributore di Molino D’Era, dopo esser tornato a casa per prendere i soldi.
Per fortuna in quel momento in giro c’è una volante del commissariato. Una volta fermato, il conducente dice agli agenti che si sta dirigendo verso Siena e chiede indicazioni stradali. Basta un attimo: la pattuglia si allontana e vede che il giovane, invece, prende la direzione opposta, insospettendo i poliziotti che cominciano a seguirlo a distanza. Fino al suo ingresso nell’area del distributore, luogo d’incontro con l’ignaro volterrano, pronto a pagare in contanti quel danno che in realtà non aveva mai commesso.
Al benzinaio gli uomini del commissariato controllano il giovane di origini milanesi: emergono le sue passate denunce.
E proprio durante la fase degli accertamenti arriva il 57enne di Volterra con i soldi in mano. A niente servono i tentativi del truffatore di allontanare l’uomo, con cenni della testa. Sono proprio quei movimenti sospetti ad attirare ancora di più l’attenzione degli agenti.
Basta poco per chiarire tutta la situazione e accompagnare in commissariato entrambe le persone. La prima per formalizzare l’esposizione dei fatti, la seconda per denunciarla di tentata truffa, reato che prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni. «Invitiamo chiunque ritenga di essere stata vittima di questo tipo di truffa a venire in ufficio per verificare se l’autore è questa stessa persona denunciata», dicono dal commissariato.
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