La manifestazione
E ora spunta anche il conflitto d’interessi
Quando Carismi certificò il progetto, il direttore Minischetti era socio onorario del Consorzio Etruria
SAN MINIATO. Un intreccio di ruoli e incarichi, in una coincidenza temporale che alimenta ombre e sospetti sulle fondamenta stesse del project financing sanminiatese. Il nome in ballo è quello di Luigi Minischetti, ex direttore generale della Cassa di Risparmio di San Miniato fra il 1999 e il 2007, nonché presidente del Consorzio Etruria fra il maggio del 2008 e il luglio del 2010. Attorno a lui, attraverso i passaggi del project, i consiglieri di opposizione tracciano il quadro di un presunto conflitto d’interessi. È il consigliere Fabio Corsi (Comunisti Uniti) a ricordare che fu Carismi a certificare, per conto del Comune, la validità dell’operazione, negli stessi anni in cui Minischetti rivestiva il ruolo di direttore generale. Dopo il nulla osta della banca sanminiatese, come ricorda Corsi, «il project fu però finanziato dalla Banca di credito cooperativo di Cambiano, legata al Consorzio Etruria. Pochi anni dopo, lasciata Carismi, lo stesso Minischetti diventa presidente di Etruria. Di fatto, chi ha certificato il project per conto dell’ente pubblico, è lo stesso che poi lo ha gestito dalla parte del privato». Più che un passaggio di campo, una coincidenza d’interessi secondo il capogruppo Pdl Roberto Ferraro, che a conferma delle parole di Corsi cita un comunicato del 2008, col quale Etruria annunciava la nomina di Minischetti a capo del gruppo. «Leggendo il comunicato – dice Ferraro – scopriamo che Minischetti vantava già una “frequentazione ventennale” con Etruria e che già dal 2002 era diventato socio onorario del Consorzio. In pratica, abbiamo fatto garantire il progetto da un socio di Etruria». «Tutto questo – aggiunge Corsi – getta un’ombra inquietante all’origine dell’operazione». Nel giugno del 2011, Minischetti era stato arrestato, insieme ad altre 45 persone, nell’ambito di una maxi inchiesta su una presunta associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale e al riciclaggio. Inchiesta che aveva coinvolto anche i vertici di Conad del Tirreno. Nessun tipo di collegamento, comunque, con le vicende del project financing. «È opportuno ricordare – ha detto il capogruppo Pd Simone Giglioli – che la scelta dell’ente incaricato di asseverare la convenzione spettava al Comune, che ovviamente indicò Carismi, mentre è stata la controparte privata a scegliere la Cambiano per finanziare il project. Il conflitto d’interessi, poi, andrebbe dimostrato. E non ci s’illuda di poter usare questo argomento per uscire dalla convenzione»
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