La protesta
Cicarelli: «Un fondo immobiliare per costruire il nostro futuro»
Il sindaco di Ponsacco svela i dettagli del progetto “Quality Life” presentato alle categorie Il Comune e le imprese locali protagonisti della rivoluzione urbanistica della cittadina
PONSACCO. Da qualche settimana, a Ponsacco, è un po’ sulla bocca di tutti. “Ponsacco Quality Life” è il mega progetto con cui si vuol rivoluzionare l’urbanistica del futuro della città del mobile, con un nuovo villaggio scolastico, un nuovo quartiere residenziale con appartamenti improntati al risparmio energetico e una nuova area sportiva. La prima presentazione ufficiale avvenne al teatro Odeon. A questa sono poi seguiti alcuni incontri riservati alle diverse categorie. In questa intervista al sindaco di Ponsacco Alessandro Cicarelli facciamo il punto della situazione, cercando di comprendere meglio i dettagli del progetto.
Come sono andati gli incontri con le categorie? Quali sono state le reazioni? È soddisfatto?
«Nonostante alcune preoccupazioni emerse prima della presentazione, la città ha reagito con notevole entusiasmo e grande interesse al progetto e ha partecipato puntualmente agli incontri fissati. Molti riconoscono in questo progetto la base per un nuovo futuro per la città, hanno colto il ruolo centrale del Comune, garante e “arbitro” del progetto, il probabile coinvolgimento di altre istituzioni pubbliche e condividono la doverosa collaborazione con tutte le risorse locali. Per cui posso ritenermi molto soddisfatto di questa prima fase».
Quali sono, a questo punto, i prossimi step del progetto?
«Fino a Natale saremo impegnati nella raccolta e analisi delle proposte e dei suggerimenti da parte dei cittadini, compresi i possibili rilievi critici, per poi passare alla definizione precisa del progetto (dal punto di vista tecnico, economico e progettuale). Alla fine si formalizzeranno e intraprenderanno le necessarie collaborazioni fino all’avvio del progetto».
Alla base del progetto si è capito, anche se non è stato mai affermato esplicitamente, che ci sarà la costituzione di un fondo immobiliare di cui farà parte il Comune, che quindi vi trasferirà il proprio patrimonio. È così?
«Gli incontri del 9 e 10 ottobre hanno avuto come oggetto la spiegazione dello strumento finanziario che consentirà la realizzazione del progetto, che è proprio la costituzione di un “Fondo immobiliare chiuso ad apporto”. Questo strumento è sempre più caldeggiato e suggerito dai governi passati e presenti per dare attuazione al processo di valorizzazione del patrimonio pubblico. Da decenni è usato nel resto d’Europa e da alcuni anni in alcune grandi città italiane. Ovviamente, lo strumento è rigidamente disciplinato dalla legge e sottoposto alla vigilanza della Banca d'Italia. Se si riuscisse a realizzare il progetto con un simile strumento anche qui a Ponsacco, sarebbe un primo esempio di utilizzo del Fondo per la rigenerazione di un Comune medio piccolo come il nostro».
Qual è la stima complessiva dell’intero progetto? Quanti soldi occorrono per realizzarlo?
«Solo alla fine del coinvolgimento popolare si potranno fare le prime previsioni di spesa. Oggi sarebbe prematuro azzardare qualsiasi numero. Va precisato però che il progetto si avvierà e partirà solo se il piano finanziario sarà auto-sostenibile».
Dal punto di vista finanziario in quale modo starà in piedi il progetto? Da dove e come arriveranno i soldi?
«Come detto, il progetto ha come obiettivo quello di auto-sostenersi economicamente. Ciò significa innanzitutto che il Comune, ma anche gli investitori (pubblici e privati) dovranno avere un ritorno economico pur minimo, anche a lunga durata, e poi che il territorio avrà benefici diretti (nuovi servizi, scuole, sport, ecc.) ed indiretti, nel senso che si cercherà di coinvolgere anzitutto le imprese e i gestori locali. Le risorse necessarie verranno prodotte dagli investimenti iniziali di Comune, altri soggetti aderenti, cittadini e resteranno sul territorio».
Da quanto tempo conosce i progettisti Daini e Trabuio? In quale occasione li ha conosciuti?
«Il professor Daini, professionista conosciuto e apprezzato a livello nazionale, ha ricevuto da noi un incarico nel 2011 per valutare la possibilità di attuare un piano di sviluppo territoriale nel nostro comune e quali strumenti finanziari fossero necessari. A sua volta, il professor Daini, che si avvale delle collaborazioni di molti professionisti, si è rivolto al dottor Trabuio. Approfitto della domanda per sottolineare che tutti i professionisti coinvolti nel progetto, compresi ovviamente Daini e Trabuio, saranno retribuiti solo al raggiungimento dell’obiettivo. Questo a sottolineare, ancora una volta, come un progetto di questa portata possa attuarsi solo se tutte le parti in gioco dimostrano di crederci fermamente».
Tra le indiscrezioni che circolano in città, è sempre più frequente quella relativa ad un possibile coinvolgimento nel progetto della cooperativa Cmc di Ravenna quale principale partner operativo? È in grado di smentire completamente la voce?
«Ho già avuto modo di smentire completamente questa voce. Il progetto vedrà il coinvolgimento totale delle risorse locali, il ruolo centrale del Comune avrà proprio il compito di favorire le aziende presenti sul territorio. Il progetto, poi, come più volte sottolineato, è pensato per i ponsacchini, il comune di Ponsacco e per la creazione di nuova economia nel territorio».
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