Sicurezza
Turismo, la Valdera non sa “strappare” i visitatori a... Pisa
I primi dati dell’Osservatorio: Lajatico patria del verde Peccioli regina delle piste ciclabili e a Volterra record di bus
Il comune più innervato di piste ciclabili è Peccioli (108.5 km); quello con la maggiore estensione di aree verdi procapite è Lajatico (228 mq); i bus di visitatori ‘sbarcati’ a Volterra nel 2011 sono stati 1.368 (con un picco di 361 in maggio); monumento più visitato del territorio, il duomo di piazza dei Miracoli (938.088 accessi); sul totale dei contratti di lavoro stipulati l’anno scorso in tutta la realtà locale, l’industria delle vacanze è valsa il 12%: contributo che balza al 18% nella città della Torre presa singolarmente. Questa carrellata di dati è solo una ‘finestra’ di minime dimensioni, aperta a titolo esemplificativo, sull’ingente massa di indicatori statistici raccolti e organizzati dall’Osservatorio turistico di destinazione (Otd) della Provincia di Pisa: un vero e proprio laboratorio permanente di monitoraggio del nostro sistema dell’accoglienza (e di valutazione dei suoi punti di forza o debolezza), giunto al debutto dopo una gestazione di 3 anni. A presentarne contenuti e obiettivi, per la stessa Provincia, l’assessore alla materia, Salvatore Sanzo.
«Si tratta – spiega – di un progetto promosso dalla Regione, per il coordinamento delle attività di ricerca sul turismo. Un servizio elaborato per operare come ‘termometro’ costante (in termini di qualità, sostenibilità e competitività) del ‘comparto ricettività. La sperimentazione è partita nel 2009, in 50 Comuni singoli o associati (tra cui Cascina, Pontedera, Pisa e Unione Valdera)».
Ma come funziona? Delinea il profilo del sistema dell’accoglienza in base a una serie di parametri: trasporti, qualità della vita e del lavoro, politiche di destagionalizzazione; valorizzazione del patrimonio culturale, di quello ambientale e delle identità delle destinazioni; gestione delle risorse naturali (acqua in specie), dei consumi energetici, dei rifiuti. «Per queste voci – prosegue Sanzo – si acquisiscono i dati materiali occorrenti a stabilire i valori, e dunque il livello prestazionale, espresso dal nostro tessuto turistico».
Un’attività di raccolta, e di analisi, che la Provincia ha scelto di svolgere anche in collegamento con una consulta composta da esperti e operatori: imprese, lavoratori e altri attori indirettamente collegati.
Sulla base, e a consuntivo, di tutto ciò, avviene poi l’attività di individuazione periodica, come detto, dei punti di forza e di debolezza dello scenario
«L’Osservatorio, insomma – conclude Sanzo – può dare un supporto decisivo alla piena realizzazione di quella vocazione turistica che la nostra provincia ha scelto di abbracciare, fra le direttrici lungo le quali costruire il proprio sviluppo».
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