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Pontedera

SABATO LA CERIMONIA

La cittadinanza ai bimbi stranieri nati a Pontedera

La cittadinanza ai bimbi stranieri nati a Pontedera

PONTEDERA. «“Pontedera sono anch’io”, è Una battaglia di civiltà e di dignità affinché si smetta di porre la domanda “da dove vieni” a chi ha un cognome diverso da Rossi o la pelle di un altro colore....

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PONTEDERA. «“Pontedera sono anch’io”, è Una battaglia di civiltà e di dignità affinché si smetta di porre la domanda “da dove vieni” a chi ha un cognome diverso da Rossi o la pelle di un altro colore. Deve essere italiano che nasce in Italia, parla la lingua e frequenta la scuola».Così Simone MIllozzi, sindaco di Pontedera, presenta l’iniziativa che ha preso con la sua giunta. Dare un attestato di cittadinanza a tutti i figli di stranieri, che sono nati a Pontedera: sono 571, quelli che abitano oggi a Pontedera. Sabato pomeriggio, alle 17, sfileranno tutti al Teatro Era, dove ci sarà la cerimonia di consegna. Interverrà anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.«Sono convinto di avere fatto la scelta giusta – prosegue Millozzi – di essere dalla parte di quei milioni di italiani che si battono per affermare una questione di civiltà e per abbattere una palese discriminazione di una intera generazione di figli di questo Paese, affinché così come stabilisce l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana vi sia pari dignità sociale di tutti i cittadini».

L’annuncio della cerimonia che si terrà sabato alTeatro Era è stato fatto nell’ultimo consiglio comunale. Pontedera ha deciso che concederà la cittadinanza italiana onoraria ai bambini stranieri che nascono nella nostra città e sono qui residenti. I minori stranieri presenti a Pontedera sono oggi 571. «Molti di loro non hanno mai conosciuto i paesi di origine dei propri genitori – prosegue il sindaco .– Hanno sempre vissuto a Pontedera che considerano la loro casa, la loro terra e la loro comunità. Frequentano le scuole cittadine, frequentano i nostri bambini, giocano con loro, si divertono insieme, studiano insieme. Giovani che, nati e cresciuti nella nostra comunità, rimangono troppo a lungo legalmente stranieri. Perché allora farli sentire diversi? Perché introdurre una discriminazione dei bambini che hanno tutto il diritto di vivere serenamente e con pari dignità la loro età adolescenziale? Per quale ragione non dovrebbero essere considerati italiani a tutti gli effetti con i diritti ma anche con i doveri conseguenti? Non ne trovo una ragione e mi sembra una cosa assurda. E’ a loro che questo Paese e tutti noi dobbiamo dare una risposta perché questa è la loro unica terra. L’augurio è che questa iniziativa possa rappresentare un prezioso contributo per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e possa consentire di arrivare in tempi rapidi all’approvazione in parlamento di una legge che riconosca la cittadinanza italiana ai minori stranieri».

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