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I vincitori vengono da Bolzano

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Estate di S. Martino: trionfa la compagnia “Luci della ribalta”. Tota miglior attore

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SAN MINIATO. Alla diciassettesima edizione dell'Estate di San Martino, conclusasi lo scorso sabato sul palco del centro congressi dell’hotel San Miniato, ha trionfato lo sguardo agrodolce della commedia. Le compagnie che, per la giuria e per il pubblico della kermesse del teatro popolare a cui si associa il Premio Città di San Miniato (tra i riconoscimenti più importanti del settore a livello nazionale), hanno meritato di primeggiare, sono quelle che, attraverso testi comici, hanno indagato vizi e debolezze dell'uomo medio, buffa maschera persa dietro le sue nevrosi. Al gruppo “Luci della ribalta” di Bolzano, che ha presentato “Profumo di Mistero” di Leo Lenz, è andato il Premio Città di San Miniato alla migliore compagnia; mentre il premio “Gradimento del pubblico” è andato al Laboratorio teatrale “Terzo Millennio” di Savona, che ha messo in scena “Il matrimonio perfetto” di Robin Hawdon. Nelle sue motivazioni, la giuria ha spiegato che «In “Profumo di mistero”, gli interpreti della compagnia “Luci della ribalta” costruiscono sapientemente, con i giusti equilibri e ritmi dall'inizio alla fine della pièce, un meccanismo comico avvincente e avvolgente, sempre pronto a valorizzare gli snodi brillanti dell'intreccio e a sottolineare l'accattivante testo di Leo Lenz, una divertita, agrodolce riflessione sulle debolezze umane e sulle inevitabili criticità del rapporto di coppia». Al “Matrimonio perfetto”, oltre al premio del pubblico, è andato anche quello alla migliore regia (quella di Carlo Deprati): «Sotto l'abile guida di Carlo Deprati, il vorticoso testo di Robin Hawdon si dispiega in un crescendo costante e irresistibile. Tutto funziona e si armonizza come in una partitura ben orchestrata: i tempi, i registri, i movimenti scenici. Deprati compone, con semplici mezzi, un affresco scintillante, capace di catturare l'attenzione dello spettatore grazie a un'azzeccata miscela di ironia e vivacità».

Miglior attore protagonista, Enzo Tota, interprete di Angelo Baldovino in “Il piacere dell'onestà” di Luigi Pirandello. «Impeccabile nella resa di un ruolo complesso e intimamente sfaccettato, in “Il piacere dell'onestà” Tota regala al pubblico un Angelo Baldovino fedele alla sfumata ricchezza dei significati che caratterizzano la psicologia pirandelliana, nella narrativa come nella drammaturgia del grande maestro siciliano». Miglior attore non protagonista, Ilaria Tocchi, madre di Giovanna ne “Il processo a Giovanna d'Arco”. «Con toccante, delicata naturalezza, Ilaria Tocchi dà vita a un personaggio forte e dolcissimo allo stesso tempo, che con pochi, determinanti tratti, racconta il proprio dramma interiore di anima scissa, combattuta: madre, amica, consigliera, complice di una creatura in bilico sull'orlo di un abisso».

Migliore scenografia, quella dello spettacolo “L'ultima opportunità”: «Una scenografia “parlante”, quella dello spettacolo proposto dalla compagnia “L'araba felice”. Ogni oggetto racconta e riflette il viaggio interiore che il testo propone allo spettatore, ne aiuta il dispiegarsi, collabora con gli interpreti a attribuire uno spessore di allucinata verità ad ogni parola, ad ogni gesto, in una trama chiaroscurale che segue con sinuosa duttilità l'incedere ondivago della memoria».(a.l.)

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