Il dolore
Un brindisi con il carabiniere-eroe
Il militare che ha sventato la rapina da “Fassorra” all’inaugurazione della nuova sede della gioielleria
PONTEDERA. Nel giorno dell’inaugurazione della gioielleria che si è trasferita per motivi di sicurezza nella centrale piazza Martiri della Libertà, lasciando la sede più decentrata e più a portata di banditi di via Roma, non poteva mancare il carabiniere che alcune sere fa, mentre era libero dal servizio, ha sventato l’ennesimo colpo tentato al negozio di preziosi. Brindisi col militare Francesco Rienzo in una giornata particolare – abiti eleganti e grandi sorrisi – per lui e per lo staff del negozio, a cominciare dalla titolare di “Fassorra”, Monica Marconcini. «Dopo la penultima tentata rapina, durante l’estate – racconta la commerciante salutando amici e clienti – ho preso la decisione di trasferire il negozio in una posizione che ritengo più sicura. Non era possibile andare avanti con l’incubo delle rapine». Poche ore prima della festa avvenuta in città il generale Alberto Mosca, comandante della Legione Carabinieri Toscana, aveva ricevuto il militare in servizio nell’aliquota radiomobile della compagnia di Pontedera che mercoledì sera ha sventato la rapina da “Fassorra”. Il generale si è congratulato personalmente con il militare e ha espresso il proprio apprezzamento «per la freddezza, la professionalità e lo sprezzo del pericolo con cui il carabiniere, da solo e libero dal servizio, ha affrontato i tre malviventi armati e travisati, riuscendo ad evitare che questi mettessero a segno la rapina». Per il militare (che in carriera conta anche 5 missioni all’estero) un tangibile attestato di stima, che gli è stato consegnato dal generale alla presenza del capitano della compagnia di Pontedera, Massimo Ienco. Mercoledì sera il militare era nella gioielleria quando i tre malviventi, ancora ricercati, hanno tentato un colpo a sorpresa dopo essersi aperti un varco in una parete sul retro del negozio.
«Ho fatto solo il mio dovere», è la risposta del carabiniere, a chi gli chiede come ha messo in fuga i rapinatori. Quando i loro piedi sono sbucati dal bancone dell’argenteria accompagnati dall’immancabile frase “Questa è una rapina”, lui senza perdere la calma li ha accolti con una pistola d’ordinanza, dritta verso di loro. «Sono un carabiniere state fermi». Il panico, la fuga dei tre, il tentativo di acciuffarli. «Ne aveva preso uno per una gamba», ha raccontato la titolare. Poi si sono dileguati, ma la rapina della vigilia del trasloco è fallita.
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