Il dolore
Roffia, ancora un anno per decidere sul futuro
Sarà un tavolo tecnico a stabilire come conciliare col bacino l’attività sportiva La fine dei lavori di realizzazione della cassa d’espansione slitta a metà del 2013
SAN MINIATO. Un tavolo tecnico per il bacino di Roffia. Un anno a disposizione per capire come, e con quali strutture, far convivere le necessità della cassa d’espansione con l’attività sportiva del bacino remiero. Sono i termini dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi fra l’amministrazione comunale, il Coni e le due società di Canoa e Canottieri di San Miniato.
A tre anni e mezzo dalla consegna dei lavori per la cosiddetta Cassa dei Piaggioni, infatti, manca ancora un quadro definito per l’utilizzo in sicurezza del lago, che pure era stato concepito come primo passo della cosiddetta Cittadella dell’Acqua, prevista dal Piano strutturale. Da qui le preoccupazioni delle società sportive, con il timore che pontili e rimessa delle imbarcazioni siano destinati a finire periodicamente sott’acqua, come successo più volte, del resto, con l’avvio del cantiere per la cassa.
«In questo momento, in realtà, il rischio è limitato – spiega l’assessore allo Sport di San Miniato David Spalletti – perché l’argine fra l’Arno e il bacino è stato ricostruito: la situazione è tornata quella antecedente all’avvio del cantiere e in futuro tutto avverrà in modo controllato. Il protocollo dei lavori, inoltre, prevede che le attività del bacino remiero non subiscano ritardi, a dimostrazione che il futuro sportivo del lago non è mai stato in discussione».
A soccorrere canottieri e canoisti di San Miniato, infatti, sono soprattutto i ritardi nella conclusione dei lavori per la cassa d’espansione, annunciata per la fine del 2012 ma destinata, secondo le ultime previsioni, a portarsi via anche metà del 2013. Circa un anno a disposizione, quindi, per mettere nero su bianco un progetto definitivo, e cercare poi un canale per finanziarlo. A questo scopo è stato costituito il tavolo di lavoro fra Comune e società, che ha già iniziato a riunirsi dallo scorso 25 ottobre. Il tavolo potrà avvalersi anche della consulenza del Cone, e vede la partecipazione di 5 tecnici indicati dalle due società: tre architetti, un geologo, più il presidente dei canottieri Enzo Ademollo come esperto di impianti di canottaggio.
Il primo punto da chiarire sarà quello di un eventuale salto di qualità. «Dobbiamo valutare – spiega Spalletti – in che modo i lavori per la cassa hanno modificato la forma e la profondità del bacino: capire, in pratica, se ci sono le condizioni per passare dai 1.500 ai 2mila metri di lunghezza, con profondità adeguata, in modo da poter ospitare anche competizioni Senior. In questo modo avremmo un impianto sportivo di valenza nazionale». In base a questo saranno poi scelte le strutture necessarie, con pontili o rimesse galleggianti in grado di adattarsi al variare del livello dell’acqua. Alla fine, però, resterà l’enigma delle risorse: «Non potrà essere il Comune a finanziare il progetto – dice l’assessore –, ma valuteremo tutte le possibilità. Considerando che la Toscana soffre la carenza di impianti per gli sport d’acqua, chiederemo alla Regione di fare la propria parte».
Nel progetto sarà inserita anche la discussa palazzina realizzata dal Coni nel ’92, poi mai completata, che l’amministrazione adesso è intenzionata a recuperare: l’idea di massima è quella di fare convivere all’interno sia gli uffici amministrativi delle due società sportive che la sala controllo della cassa d’espansione.
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