Il Tirreno

Pontedera

L’Asl stronca i sogni del Santa Chiara per la nuova Rasd

di Francesca Suggi

Il direttore Damone nega la possibilità di sostegni economici «Oggi non si può pensare di ampliare l’offerta sanitaria»

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VOLTERRA. «Il futuro del Santa Chiara dovrebbe essere delineato nel piano industriale approvato dalle istituzioni, ma tutto mi sembra avvolto in una gran nebulosa». È perplesso il direttore generale della Asl 5, Rocco Damone. E pure dopo una discussione ampia e non priva di botta e risposta, affrontata nei giorni scorsi in Società della Salute, l’orizzonte dell’azienda pubblica dei servizi alla persona appare sempre poco chiaro. Una situazione su cui incombono un crollo costante dei ricoveri (a causa dei tagli alla sanità pubblica e all’incentivazione all’assistenza domiciliare) e la presenza di quei due posti letto per le cure intermedie, quasi sempre vuoti.

Direttore, il futuro dell’azienda sembra appeso al filo della costruzione della nuova residenza sanitaria assistita per disabili. Giusto?

«Il Santa Chiara è un’azienda autonoma, noi come Asl non possiamo dare alcun sostegno finanziario per la creazione della nuova Rasd. Hanno approvato un piano industriale per il rilancio e quello devono seguire, anche se per il momento mi sembra che niente si stia muovendo in quella direzione».

La Rasd dovrebbe accogliere persone con disabilità stabilizzata che necessitano comunque una risposta residenziale.

«Dico solo che oggi è impossibile pensare di ampliare l’offerta sanitaria. Nuove rette e convenzioni da parte della Asl non ci saranno, questo deve essere chiaro: io ho un bilancio ristretto dai tagli che devo rispettare».

In soldoni la Asl non potrà dare alcun sostegno economico, neppure sottoforma di rette a questa nuova struttura?

«Assolutamente no, noi abbiamo con il S. Chiara solo un rapporto convenzionale. Il nostro modello territoriale funziona nell’assetto attuale e quello manterremo. Essendo un’azienda autonoma, comunque, potranno trovare le risorse per realizzare la Rasd e portarla avanti senza aiuto da parte dell’Asl. A fine mese ci reincontreremo sul tema in Società della Salute».

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