Finanza
Imu, niente sconti alle dimore storiche
La protesta della proprietaria di Villa Di Lupo Parra, salvata dalla speculazione edilizia. «Penalizzati dal Comune»
CASCINA. Ha salvato la storica villa Di Lupo Parra dalla speculazione edilizia e oggi il Comune le fa pagare l’Imu senza alcuna agevolazione. Oltre diecimila euro all’anno di imposta municipale unica che ha preso il posto dell’Ici.
L’amministrazione comunale di Cascina, nonostante le richieste ricevute dall’Associazione Dimore Storiche, non ha tenuto in alcun conto la particolarità degli immobili di interesse storico che sono stati vincolati dal decreto legislativo 42/2004. Una normativa che impone ai proprietari una serie di obblighi ma al tempo stesso prevede un regime speciale di tassazione in quanto i proprietari sono obbligati alla manutenzione e alla conservazione degli edifici di interesse storico.
La settecentesca Villa Di Lupo Parra a San Prospero, oggi di proprietà della società Sanseverino che fa riferimento a Donatella Buggiani, è stata per anni una delle dimore più importanti di Cascina. Un giardino con limonaia da film romantico, soffitti alti cinque metri completamente affrescati. Un tesoro di quelli che il mondo ci invidia.
Più di dieci anni fa i vecchi proprietari, alcuni imprenditori della Valdera, avevano presentato un piano di recupero per la villa, che ha un bellissimo giardino, con annessi agricoli, cantina-granaio e fienile.
«Un giorno sono stata a visitare la villa – racconta Donatella Buggiani, amministratrice della società proprietaria dell’immobile – mi hanno chiesto se volevo acquistare un appartamento che sarebbe stato realizzato nella villa. Quasi stentavo a credere che fosse proprio così. Avrebbero cancellato affreschi e ogni traccia del passato per realizzare comuni appartamenti. L’edificio era in totale abbandono. Lo avevano saccheggiato in più parti».
Insieme al marito decise di acquistare la villa per salvarla dallo “scempio”. «La stiamo ristrutturando – racconta –, questa villa è diventata la nostra vita. Anche per questo l’atteggiamento avuto dal Comune di Cascina ci scoraggia».
Nel 2010 da San Prospero passò anche la giornalista Rossana Rossanda: «Ha avuto per la villa lusinghieri commenti. Anche la signora storica della sinistra italiana è rimasta colpita dalle vicende della dimora e da quanto ho fatto per essa, segno che il bene culturale, in quanto tale, non è né di destra né di sinistra, né dei ricchi né dei poveri: una posizione ben diversa da quella dei nostri amministratori».
Buggiani, sapendo di interpretare lo stato d’animo di altri proprietari d edifici storici, ha deciso di rendere pubblica la vicenda.
«Ritengo tutto questo un’ingiustizia – dice – in questo modo dobbiamo pagare quasi mille euro al mese per la casa di nostra proprietà». Una sorta di affitto al Comune. Sono soldi che vengono a mancare per portare avanti il recupero della villa – aggiunge – . Con l’Ici pagavamo circa 1.200 euro all’anno e ora con l’Imu, le cui aliquote possono essere determinate dai singoli Comuni, paghiamo dieci volte di più. Eppure la stessa amministrazione ha introdotto agevolazioni per alcune categorie di immobili, come quelli di proprietà di cittadini che risiedono all’estero, che francamente mi sembrano alquanto discutibili».
Un’imposizione difficile da accettare da parte di chi sta impegnando capitali per conservare un patrimonio che resterà a disposizione della comunità. D’estate, del resto, il parco della villa in alcune occasioni si apre gratuitamente per ospitare concerti e iniziative.
Una volta completato il restauro, nella villa potranno essere organizzate visite ma anche altre attività di carattere culturale.
«Finora ho sempre rifiutato proposte di acquisto – conclude amareggiata – ma dopo questa situazione sono tentata di cambiare idea. Il primo russo che viene a visitare la villa e mi chiede se è in vendita potrebbe anche sentirsi rispondere di sì».
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