Dall’Australia a Pontedera lo psicologo dei cavalli giramondo
PONTEDERA. Non somiglia a Robert Redford. Ma come lui, nella vita reale, però “sussurra ai cavalli” e tra un ranch e una fattoria in giro per il mondo, trova anche il tempo per cantare e scrivere...
PONTEDERA. Non somiglia a Robert Redford. Ma come lui, nella vita reale, però “sussurra ai cavalli” e tra un ranch e una fattoria in giro per il mondo, trova anche il tempo per cantare e scrivere libri nelle piazze che incontra sul suo cammino, tra cui Pontedera. Lui è Joe Guy Brewer: insieme alla moglie Donna e ai tre figli Medecine di 9 anni, Jey di 10 e Zac di 14 anni arrivano dall’Australia.
Da quel mondo “downunder”, capovolto, terra di aborigeni e canguri che tutti insieme hanno lasciato ben 4 anni fa per «The time of our lives». Fare l’esperienza della vita per loro adulti e i proprio figli. «Fino ad ora abbiamo fatto 11mila chilometri, siamo stati due anni in Canada, due negli Stati Uniti e adesso in agosto abbiamo cominciato i prossimi due anni che vogliamo trascorrere in Europa», racconta lady Donna.
Quella della famiglia Brewer è una storia di vita e di vite fuori dal comune. «Adesso in Europa viaggiamo in treno e bus con zaini in spalla e carrellini per portare le cose, alloggiamo in ostelli, hotel, insomma ci arrangiamo». E se all’estero era più facile per Joe Guy fare il suo lavoro di sempre, quello di “horse whisperer”, una sorta di psicologo dei cavalli, qui in Italia si arrangia per il momento a suonare nelle piazze le canzoni del suo cd “Just another dream”, insieme ai figli. Così fanno a Pontedera, davanti al Comune. Il quadretto intenerisce, tante persone si fermano incuriosite dalla vita di questa famiglia stile Bradford, in versione country e giramondo. «Qua a Pontedera – dicono – siamo riusciti dopo tanto tempo che non lo facevamo, a sederci tutti insieme al tavolo di una pizzeria. La gente è molto cordiale».
Così dopo Brindisi, Taranto, Roma, Firenze e Pontedera la famiglia della Gold coast si dirige in quel di Volterra. Pronta a farsi un altro carico di esperienze e ricordi che difficilmente si dimenticano a breve. «I bambini fanno la scuola via computer, dietro abbiamo portatili e i-pad, siamo sempre connessi.Quando torneremo in Australia? Forse tra due anni». (f.s.)
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