Il Tirreno

Pontedera

Suolo pubblico e sicurezza dubbi sulla Festa del Pd

di Manolo Morandini
Suolo pubblico e sicurezza dubbi sulla Festa del Pd

S. Croce: Centrodestra e Pdl all’attacco sulle strutture lasciate nel parco Moro «Lì ci giocano i bambini, senza precauzioni è a rischio la loro incolumità»

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SANTA CROCE. A distanza di mesi nel parco Aldo Moro restano le polemiche. Tolte le bandiere e smontati gli stand della Festa Democratica sulla kermesse si continua a discutere nelle stanze della politica santacrocese. Gli esponenti del Pdl e del Centrodestra non mollano la presa e sollevano dubbi sulla regolarità dei versamenti del suolo pubblico e sulla gestione degli spazi.

«Il Pd invece di comunicare preventivamente al comando di polizia municipale il periodo e l’effettiva occupazione delle strutture, lo fa presente solo a conclusione della festa». È quanto affermano i gruppi d’opposizione, che aggiungono: «In merito al pagamento del suolo pubblico, il Pd ha pagato in anticipo i 4mila metri quadrati occupati dalle strutture per il periodo della festa, ma l’occupazione degli stand montati prima e smontati dopo la festa, terminata l’8 luglio, è stata pagata solo il 31 agosto».

C’è una questione di soldi. «Perché il Pd può pagare in maniera diversa e agevolata a differenza di tutti gli altri richiedenti?». Ma anche di sicurezza. «Durante il montaggio e lo smontaggio degli stand sono stati abbandonati sul prato lamiere e altri materiali per vari giorni, senza prendere nessuna precauzione di sicurezza con grave rischio per l’incolumità dei tanti bambini che frequentano il parco».

Il segretario comunale del Pd, Lorenzo Mancini, si dice «perplesso». «Come partito non abbiamo mai confuso il nostro ruolo con quello dell’amministrazione comunale. Con le nostre iniziative contribuiamo a circa il 15% delle entrate annuali comunali per l’occupazione del suolo pubblico e non abbiamo mai richiesto delle deroghe ai regolamenti. Anzi, l’amministrazione ha deciso di aumentare del 15% la Tosap».

Messi a posto i conti resta qualche lacuna. «Si tratta di una festa montata e smontata da volontari, che serve a raccogliere i soldi necessari a finanziare le attività politiche del partito. Perciò, per lo smontaggio e il montaggio non è semplice capire a priori quali sono gli effettivi giorni d’occupazione del suolo pubblico. Da qui la scelta di pagare il 75% del dovuto in anticipo e il resto a consuntivo». A non convincere è il conto pagato dal Pd. «Non sono stati dichiarati gli effettivi metri quadrati occupati dagli stand poiché non è stata considerata la superficie delle pedane di legno dove sono stati appoggiati gli stand in lamiera e della passerella».

Eppure, Centrodestra e Pdl a sostegno delle loro tesi portano anche una ricca documentazione fotografica. «Le foto si possono anche manipolare – dice Mancini –. Appoggiare momentaneamente una lamiera a terra non significa che sia occupazione di suolo pubblico. La trovo una polemica pretestuosa e che non cambia i destini di nessuno».

Sarà, ma fa un certo effetto vedere dei bambini giocare liberamente muovendosi sullo scheletro di uno degli stand della Festa Pd. «Controllare i bambini in uno spazio pubblico diventa difficile, ma può essere che ci sia sfuggito il controllo – conclude il segretario Mancini –. La prossima edizione cercheremo di perimetrare meglio la zona della festa. Quella immagine è comunque un invito a fare meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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