Toscana
La pittura attraverso tre generazioni, ma la famiglia è la stessa
Nonno, padre e figlio: Enzo, Angelo e Massimo Quadrelli in mostra in un’unica esposizione da oggi al centro Cirri
PONTEDERA. Tre artisti appartenenti a tre generazioni diverse ma alla stessa famiglia, in mostra in una stessa esposizione, da oggi al 5 gennaio al Centro Otello Cirri di Pontedera, ognuno col suo stile, con la sua particolare ricerca espressiva, «dal disegno figurativo di Enzo al segno astratto di Massimo, passando per le innovative sperimentazioni di Angelo, una singolare panoramica che attraversa, se pur con autonomia, la corrente figurativa, neo-figurativa e l’informale».
Enzo, Angelo e Massimo Quadrelli, nonno, padre, figlio, biografie che partono dalla Versilia (dove i Quadrelli hanno le loro radici) e arrivano in provincia di Pisa, in particolare a Pontedera, dov'è attiva la loro galleria, “Q Studio Arte”, gestita da Daniela, organizzatrice e curatrice di mostre. Tra cui proprio questa, “Dal Figurativo al Segno”, in cui a incontrare lo sguardo del pubblico sono le opere «dei pittori di casa».
«La mostra - dice Daniela - si inserisce nel ciclo di incontri sul “Dibattito sul contemporaneo” curati da Ilario Luperini e offre una singolare panoramica sulla vasta collezione Quadrelli conservata presso i locali di via Dante, dove si trova la galleria di famiglia».
Enzo Quadrelli (1923-1998), è nato e vissuto nel comune di Pietrasanta, che gli ha dedicato nel 2007 un'ampia retrospettiva presso il Centro per l’Arte “Luigi Russo”. Legato alla scuola toscana dei Macchiaioli, oltre ad aver lavorato molti anni come disegnatore di mosaici e vetrate, ha liberamente ritratto l'intimo scorrere del quotidiano (la moglie Enza, il paesaggio versiliese, la resistenza partigiana, le alpi Apuane). Molte delle sue opere sono oggi presenti in numerose collezioni pubbliche e private, nazionali ed internazionali (Parigi, Dallas, New York). Angelo Quadrelli (1948) ha iniziato a lavorare negli anni '70 e si è specializzato principalmente nel settore della grafica, al quale tutt’oggi è legato, con lavori su carta e su tela che evidenziano un assidua ricerca sperimentale. Ha tenuto mostre personali a Pietrasanta, Pisa e Cascina e ha vinto numerosi concorsi d’arte nazionali. Nonostante la sua ricerca abbia subito variazioni stilistiche nel corso del tempo, si riconosce un legame stretto con la figurazione la quale sembra riaffiorare magicamente da forme indefinite, da libere macchie di colore. Massimo Quadrelli (1978) ha compiuto studi artistici e si è laureato in filosofia. Ha vissuto a Londra e Berlino tra il 2006 e il 2008 per approfondire i linguaggi dell'arte contemporanea. Il critico Ludovico Gierut definì Enzo Quadrelli “l'artista della gente”. «Questo per via dell'intensa partecipazione dimostrata nella rappresentazione della figura umana che per il suo essere “ritrattista” della realtà umile. All'abilità e dimestichezza tecnica si unisce nel suo lavoro una profonda e partecipata interpretazione del soggetto ritratto, sia che si tratti della bellezza di un paesaggio o della sofferenza di un partigiano caduto. Sono questi valori morali che trasmettono le opere di Enzo ad essere stati i punti di riferimento per il figlio Angelo. Quest'ultimo, mio padre, ha iniziato a lavorare in una Toscana coinvolta nelle moderne sperimentazioni astratto-informali. Nonostante questo, forte degli insegnamenti di Enzo, ha mantenuto una linea di continuità con la figurazione, apportandovi del nuovo, sulla base di una ricerca attenta alle genericità umane, ai ritratti psicologici e al paesaggio. La pittura di Massimo, invece, abbandona gradualmente la rappresentazione per approdare a una potente, totale messa a fuoco del segno, che viene qualificato e sottoposto all'attenzione dell'osservatore, reclamando una sua autonoma interiorità».
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