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In consiglio divisi sui numeri

In consiglio divisi sui numeri

Ciaponi: «Esclusi tagli ai servizi e aumenti delle imposte»

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SANTA CROCE. «A fronte di un taglio, del tutto imprevisto e imprevedibile, di oltre un milione di euro nei trasferimenti statali (che all’improvviso e senza alcuna motivazione, sono passati dai 1.858.752 euro comunicatici all’inizio dell’anno a 800.583 euro) e degli altri oneri posti a carico degli enti locali dalla spending review, il nostro Comune riuscirà a mantenere il bilancio in pareggio senza tagliare nessun servizio e sopratutto senza nessun aumento delle aliquote Imu, che continueranno ad essere tra le più basse di tutta la zona». È questo il bilancio che traccia il sindaco di Santa Croce sull’Arno Osvaldo Ciaponi, anche rispetto alla contestata seduta consiliare di mercoledì 31 ottobre che ha registrato l’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri del Centrodestra per Santa Croce e del Pdl.

Ciaponi chiude la porta alle plemiche bollandole come: «L’ennesimo escamotage con cui una minoranza consiliare ormai a corto di idee e di argomenti ha trovato, ancora una volta, il modo di abbandonare l’aula per sottrarsi al confronto democratico sui problemi concreti che interessano i nostri concittadini». E aggiunge: «Il consiglio comunale, con il voto contrario dell’unica consigliera di minoranza, la rappresentante di Toscana Più, che non aveva abbandonato l’aula, non tanto per non far mancare il numero legale, che ci sarebbe stato ugualmente, ma per marcare la propria opposizione alla giunta con le dichiarazioni e il voto, ha potuto prendere atto che, ai fini del mantenimento degli equilibri di bilancio, non era necessario utilizzare la possibilità prevista dalla legge di deliberare ulteriori aumenti delle aliquote Imu da applicarsi per l’anno 2012, che pertanto restano quelle in precedenza stabilite».

Eppure per il capogruppo del Centrodestra per Santa Croce, Stefano Giannotti, i conti non tornano. «Richiamo all’attenzione del sindaco l’articolo 10 del regolamento comunale dove si prevede che per la validità della seduta, in prima convocazione, devono essere presenti 11 dei consiglieri assegnati – afferma –. Mercoledì sera con le tre assenze registrate nelle fila della maggioranza il numero dei consiglieri di maggioranza era di 10 e se la consigliera Storti, anzichè fare la stampella alla maggioranza, avesse abbandonato l’aula, non ci sarebbe stato il numero legale per rendere valida la seduta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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