Finanza
Autovelox, è scontro tra Provincia e giudice
L’amministrazione pisana tiene duro e non alza il limite dei cinquanta orari definito illegittimo da una sentenza. «Le multe sono quindi regolari»
BIENTINA. È scontro tra Provincia di Pisa e giudice di pace sugli autovelox della Bientinese, che negli ultimi anni hanno “macinato” complessivamente decine di migliaia di multe salate, comprensive della decurtazione dei punti sulle patenti di guida. Se da un lato il giudice di pace di Pontedera ha definito illegittimo il limite di cinquanta chilometri orari imposto nel tratto in cui si trovano i due misuratori di velocità, dall’altro l’amministrazione provinciale si disinteressa della recente sentenza e tira diritto. I cinquanta orari restano e sono, secondo l’ente di piazza Vittorio Emanuele, ampiamente motivati dalle condizioni della sede stradale, non certo ispirate ai moderni criteri di sicurezza.
Per la Provincia il limite di velocità a 50 orari rappresenta «quel formale provvedimento giuridico-amministrativo con cui, nell’esternare e sintetizzare lo stato e il livello di pericolosità che interessa l’arteria viaria in questione, l’ente agisce per porvi il rimedio ad oggi possibile». «L’attuale livello di pericolosità della Bientina-Altopascio – continuano dall’amministrazione provinciale – per il quale risulta indispensabile mantenere il limite a 50, scaturisce anche dalla necessità di permettere agli utenti della strada di essere in grado, in qualsiasi momento, di compiere manovre irrituali. Manovre alle quali dover ricorrere, ad esempio, nel caso di un’imprevista necessità di diminuire bruscamente la velocità del veicolo, a causa di quegli eventi e fenomeni naturali che da sempre investono la zona, come il possibile allagamento del manto stradale dovuto a esondazioni o ristagni d’acqua palustre e il verificarsi di fenomeni di autocombustione di torba, a cui fanno seguito improvvise manifestazioni di fumo denso».
Il limite di 50 orari risale per l’esattezza al 22 settembre 2003, quando la Provincia emise l’ordinanza in seguito al fatto che nella sede stradale si erano creati avvallamenti e lesioni. A partire dal settembre 2008, a causa dell’estensione e del peggioramento dei dissesti, fu addirittura deciso di abbassare ulteriormente il limite a 30 chilometri all’ora. Quest’ultimo tornò a 50 solamente nell’aprile 2010, quando furono conclusi alcuni interventi manutentivi da parte della stessa Provincia.
A proposito di lavori, l’amministrazione provinciale è in grado oggi di annunciare un nuovo intervento di messa in sicurezza, che dovrebbe partire tra qualche settimana. «Con una determina dirigenziale dell’11 settembre – spiegano dalla Provincia – è stato approvato il progetto esecutivo di una ristrutturazione della pavimentazione stradale per un importo complessivo di 150mila euro. Anche quest’intervento, però – fanno notare dalla Provincia – non consente l’innalzamento ulteriore né dei limiti di velocità, né di quelli di portata dell’infrastruttura, in quanto da una parte la particolare tipologia di corpo stradale e terreno di appoggio non sono idonei a sopportare carichi ingenti, dall’altra la pavimentazione stradale, pur migliorata, risente continuamente delle modifiche del terreno sottostante, producendo deformazioni e avvallamenti non prevedibili e non sanabili completamente. Pertanto, il limite di 50 chilometri all’ora e la limitazione a 7,5 tonnellate per i mezzi pesanti costituiscono il presupposto attuale all’utilizzo dell’infrastruttura, che solo da un punto di vista geometrico consentirebbe velocità di sicurezza più elevate, ma non correlate a condizioni strutturali adeguate».
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