Il Tirreno

Pontedera

Pochi bidelli a scuola, porte aperte a singhiozzo

di Francesca Suggi
Pochi bidelli a scuola, porte aperte a singhiozzo

Pomarance: alle elementari gli esterni possono entrare tre volte a settimana Un cartello spiega che in orari e giorni diversi l’ingresso non è garantito

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POMARANCE. Il rischio è quello di presentarsi a scuola al mattino. Suonare il campanello e restare fuori perché nessuno apre. Succede all’istituto comprensivo Tabarrini di Pomarance, dove alle elementari un cartello in bella vista informa dei giorni e degli orari in cui “l’apertura” è garantita e in quali no.

Nessuna colpa da attribuirsi alla direzione scolastica, solo una coperta di Linus con cui fare i conti, ovvero un numero di collaboratori scolastici risicato che non permette una normale e continua gestione del quotidiano.

È sempre l’informativa ad entrare nel dettaglio del problema: «Il ricevimento al pubblico si svolge il martedì e il venerdì, dalle 11,30 alle 13,40 e il sabato dalle 9 alle 12. Si specifica che in orari diversi non è garantita l’apertura della porta di ingresso perché la collaboratrice scolastica è impegnata nelle sue mansioni». E si precisa anche quali, ovvero posta e pulizia.

In totale, infatti, l’istituto comprensivo al quale fanno riferimento 14 plessi, ovvero 5 scuole elementari, quattro medie e 5 scuole dell’infanzia, è stato dotato di un organico di bidelli (nome sorpassato, ma ben chiaro nell’uso comune) basso.

Sono, infatti 14 unità in totale: tutte persone dislocate nei diversi plessi del territorio (più o meno uno per scuola) e certo non è facile per loro sbrigare tutto il quotidiano. Per questo si è resa necessaria una suddivisione di tempi e modi, tipo quello dell’ingresso al pubblico stabilito con orari precisi.

Ovviamente il sostegno da parte di insegnanti e personale c’è, e in assenza di collaboratore scolastico alla porta, se qualcuno sente suonare il campanello apre e verifica chi si presenta alla scuola. Eppure in tempi di spending review e tagli massicci all’istruzione, anche a scuola si è obbligati ad entrare a singhiozzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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