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Pontedera

«Il commercio tradizionale non esiste più»

«Il commercio tradizionale non esiste più»

Le associazioni di categoria: bisogna ingegnarsi in ogni campo, altrimenti non si arriva a fine mese

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PONTEDERA. Che il commercio tradizionale non esista più ne sono convinte le associazioni di categoria. Impensabile aspettare i saldi per ridurre i prezzi. Oggi che si tira la cinghia anche per i beni di prima necessità, che comperare un paio di scarpe appare a tanti parte del superfluo, per far girare l’economia del commercio c’è bisogno di andare incontro al portafogli della gente.

«Le dinamiche tradizionali del settore commercio oggi sono state scardinate, bisogna aguzzare l’ingegno, essere in grado di guardarsi intorno e rispondere alle esigenze reali delle persone», dice la sua il numero uno di Confcommercio, Gimmy Scatassa. «È chiaro che i potenziali clienti oggi cercano scientificamente le promozioni per comprare e entrano per lo più dove vedono manifesti che promuovono sconti».

Nessun campo, oggi, è estraneo a questa nuova logica di mercato. Lo conferma il presidente di Confesercenti Valdera, Luca Sardelli. «Anche nel campo della ristorazione e dei locali i prezzi sono stati ritoccati con formule e promozioni», premette. E va nel dettaglio per quel che riguarda quelle attività che non espongo niente in vetrina.

«In questi casi spesso la promozione ai clienti affezionati si fa dentro, ma è chiaro che qualche ritocchino arriva anche nelle boutique griffatissime che fuori non espongono».

Questa concorrenza pre-natalizia a colpi di sconti non sorprende Sardelli: «È chiaro che in una situazione normale la maggior parte della gente aspettava i saldi, adesso queste promozioni funzionano da incentivo per acquisti low cost che, altrimenti, forse le persone non potrebbero permettersi».

Il presidente fa una riflessione sulle numerose attività, una decina in tutto, che hanno chiuso a Pontedera tra fine agosto e settembre.

«Noi abbiamo associati che non sanno se arrivano a fine anno, la situazione è veramente drammatica». E chiude ricordando un suo “vecchio” cavallo di battaglia, in tempi non sospetti: «Io ho sempre detto che i commercianti dovevano coccolare la clientela con piccole iniziative, dalla caramella a mini sconti, ora tutti devono adeguarsi, obbligatoriamente».(f.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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