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Pontedera

In ballo l’iscrizione al patrimonio Unesco

In ballo l’iscrizione al patrimonio Unesco

Se ne parlerà il 24 novembre in occasione del convegno interregionale “Magnatum”

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SAN MINIATO. In ballo c’è perfino l’iscrizione nel patrimonio immateriale dell’Unesco, inserendo la ricerca del tartufo fra i gioielli dell’umanità. Se ne discuterà proprio a San Miniato, il 24 novembre, nel convegno “Magnatum”, organizzato dalle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo e Molise con le rispettive università e istituiti di ricerca. È solo l’ultima, in realtà, delle tante iniziative promozionali nate recentemente per valorizzare il prodotto simbolo della città della Rocca. Attorno alla storica Mostra Mercato del bianco sanminetese, ormai alle porte, sono cresciuti nuovi eventi e manifestazioni dedicate al tartufo, a cominciare dalla Mostra Mercato del marzolo, ospitata a Cigoli il terzo fine settimana di marzo. Da quest’anno, inoltre, ha fatto la sua comparsa con successo, nel cartellone sanminiatese, la prima edizione della “Notte Nera”, organizzata dalla Galasso Eventi in omaggio al tartufo nero tipico della stagione estiva. I prossimi impegni in calendario, annunciati dall’amministrazione, saranno il rilancio del marchio “Amico del Tartufo”, da parte dell’Associazione tartufai di San Miniato e dell’Associazione nazionale Città del Tartufo (di cui San Miniato ha la vicepresidenza), nonché la costituzione della prima Strada del tartufo delle colline sanminiatesi. «È un periodo di grande fermento – dice l’assessore Giacomo Gozzini –: il territorio è ricco di eventi, associazioni e operatori; quello che ancora manca è riuscire a mettere tutto questo a sistema. Credo che una grande opportunità possa essere rappresentata dalla costituzione della Strada del tartufo; per adesso ne abbiamo solo parlato, ma tra gli operatori c’è entusiasmo per l’iniziativa ed è già stata realizzata anche la pagina web www.viadeltartufo.it».

A dimostrazione della crescente sensibilità attorno al cultura del tartufo, c’è anche il successo del primo corso del Master che si è svolto a giugno, aperto agli amatori e curiosi della gastronomia sanminiatese, al quale presero parte, tra gli altri, anche due personaggi di punta nel panorama nazionale dell’enogastronomia come Leonardo Romanelli e Augusto Tocci. «Dopo pochi giorni – ricorda l’assessore – avevamo già raggiunto il numero massimo di quaranta partecipanti». «L’obiettivo del Master è duplice – dice il presidente dei tartufai Salvatore Cucchiara –: da un lato favorire l’abbinamento del tartufo con la cucina del nostro territorio, dall’altro farne un traino per il turismo, perché il tartufo è un prodotto da gustare nel suo territorio d’origine. Non dobbiamo dimenticare, però, l’importanza di un impegno comune per tutelare e mantenere la nostra produzione, sempre più minacciata, ormai, dai tagli indiscriminati a dai cambiamenti climatici». (g.p.)

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