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I precari incalzano i sindacati «Non sussidi, in fabbrica 12 mesi»
PONTEDERA. Da una parte i part-time verticali e i contrattisti della Piaggio. Dall’altra i sindacalisti provinciali. Quella che doveva essere un’assemblea per parlare dei problemi del precariato si...
PONTEDERA. Da una parte i part-time verticali e i contrattisti della Piaggio. Dall’altra i sindacalisti provinciali.
Quella che doveva essere un’assemblea per parlare dei problemi del precariato si è trasformata presto in una situazione da spalle al muro per i rappresentanti di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Ugl metalmeccanici.
«Lavoriamo 7 mesi all’anno, ma dobbiamo mangiare e pagare le bollette per 12», è stata la frase più gettonata tra i lavoratori.
«Proviamo a smuovere i finanziamenti europei per ottenere un sostegno in quei mesi in cui non lavorate», è stata la proposta (applaudita da una parte dei presenti) di Marcello Casati della Uilm-Uil. «Ai precari non serve un sussidio, ma un lavoro per tutto l’anno», ha detto Massimo Cappellini, Rsu Piaggio in quota Fiom. Una necessità, due chiavi di lettura per risolvere il problema. Ma dal bisogno di colmare le mensilità mancanti il discorsi dei vari interventi da parte dei precari si è spostato verso il riconoscimento dei loro diritti in Piaggio, più che per risolvere un problema impellente di sostentamento quando per loro la fabbrica della Vespa è chiusa.
«Vogliamo un’assemblea nell’orario di lavoro a cui partecipare per poter discutere della piattaforma per l’integrativo – hanno detto i responsabili del Comitato Ptv e precari Piaggio – e liste chiare e trasparenti basate sull’anzianità di servizio di chi compone il bacino dei precari a cui l’azienda attinge per gli inserimenti in fabbrica».
Richieste lecite a cui alcuni membri della Rsu Fiom hanno aggiunto anche la fine del precariato, con la trasformazione dei part-time verticali in full time e regolarizzazione dei contratti a termine.
«Se dipendesse da me – ha spiegato Marcello Franchi, segretario provinciale della Fiom-Cgil – darei a tutti i precari un posto fisso. Ma la realtà dei fatti è un’altra. Piaggio ogni volta che chiediamo qualcosa ci dice che le vendite vanno male. E’ sempre più difficile ottenere qualcosa in più rispetto all’accordo del 2009, quello in cui venne inserita la questione del bacino d’utenza a cui attingere per l’inserimento in azienda come part-time verticali e contratti a termine. Purtroppo, la bocciatura dell’ultimo referendum ci ha resi tutti più deboli e in un quadro economico di crisi come quello attuale, non possiamo promettere quel che non possiamo mantenere in fase di contrattazione». «La Piaggio va incalzata sugli investimeni – ha detto Maurizio Iacoponi, segretario dell’Ugl metalmeccanici – perché è solo dallo sviluppo a Pontedera che possono arrivare più diritti per i precari e un maggior benessere per tutti». Il problema, però, è che i quattro sindacalisti provinciali sono stati incalzati più volte dalla richiesta di fare l’assemblea aperta a tutti i lavoratori. Così come chiesto più volte dalla Rsu Fiom al tempo in cui si discuteva della piattaforma da presentare a Piaggio per l’integrativo. «Ripetiamo il referendum sulla piattaforma da presentare al management di Piaggio per il rinnovo del contratto dei dipendenti», è stato l’invito rivolto all’assemblea da parte di Claudio Garzotto della Fim-Cisl.
Andreas Quirici
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