Sicurezza
Ranger, il cane che fiuta i veleni
In Italia c’è solo un altro Fido addestrato. Il progetto illustrato a Volterra
VOLTERRA. Un antidoto a quattro zampe. Il fiuto per scovare i bocconi avvelenati e mettere al riparo dal rischio i propri simili. L’addestramento di Ranger, un border collie di un anno, è ancora in corso. Ma il suo padrone e istruttore Giacomo Guarguaglini non ha dubbi: «Deve fare pratica in campo aperto, però è già in grado di operare al 70 per cento del potenziale richiesto».
Un Fido speciale che in Toscana condivide la missione con Ira, un pastore belga con base a San Sepolcro, che è condotto da Alessandro Poggini. I due animali condividono anche un primato. Sono i primi due Nuclei Cinofili Antiveleno della Toscana e anche su scala nazionale.
Ranger e Ira vogliono farsi conoscere e si presentano al pubblico all’interno della festa di Volterragusto 2012, nell’ambito del convegno dedicato alla pratica e al pericolo dei bocconi avvelenati a cura dell’Associazione Tartufai di Volterra e dell’Alta Valdicecina, domani alle 16,30 nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo dei Priori, a Volterra.
Guarguaglini, che dei tartufai volterrani è il vicepresidente, da allevatore e istruttore di cani da tartufo, ha scelto di misurarsi su questa frontiera perché «ci sono sempre più casi di animali in campagna o in città, domestici o selvatici, che cadono vittime di bocconi avvelenati». E per farlo ha preso parte al corso che si è svolto nel Parco Gran Sasso-Laga nel 2011, nell’ambito del progetto Life Antidoto. «L’obiettivo è formare squadre che in caso di segnalazione siano capaci di intervenire sul campo e di bonificare le aree – spiega –. Ranger viene addestrato con il gioco. Quando trova un boccone ci si siede accanto per segnalarlo e come ricompensa riceve una pallina o un altro gioco».
L’avvelenamento è una pratica adottata anche in zona. «Il veleno uccide senza discriminazione, è uno strumento di morte che colpisce qualsiasi animale domestico o selvatico, non solo in ambienti naturali, ma anche nelle città. Una piaga che si può tamponare con l’uso di unità cinofile per il recupero dei bocconi avvelenati. Lavorando sulla falsa riga dei cani antidroga».
Durante il convegno verrà spiegato l’iter burocratico da seguire quando viene trovato un boccone o un animale morto per avvelenamento e, soprattutto, verranno presentate le prime due unità cinofile presenti in tutto il territorio nazionale. Per l’occasione interverrà Anna Cenerini, ovvero la project manager del progetto Life Antidoto che è organizzato in collaborazione con il Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
I due allevatori toscani sono intenzionati ad attivare due Nuclei Cinofili Antiveleno in regione, nell’ambito dell’associazione Daw, ovvero Dog at work, contando anche sul supporto dello staff di Antidoto.
Manolo Morandini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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