Finanza
Pedibus a rischio servono volontari per farlo funzionare
Tanti i bambini che con il servizio raggiungono l’asilo a piedi Tre le linee e allo studio modifiche a uno dei percorsi
VOLTERRA. Si chiama Pedibus, è arrivato a Volterra due anni e mezzo fa e fino a oggi è stato un servizio utile e istruttivo per tanti bambini. Dall’inizio dell’anno scolastico però rischia di interrompersi, per la mancanza di volontari.
«Il Pedibus – spiega Irene Nesi, ideatrice del progetto – nasce come un’opportunità, in questo caso per i bambini dell’asilo nido San Lino, per arrivare a scuola formando una piccola comitiva, naturalmente a piedi, di bimbi e genitori. Un’esperienza carina e interessante, utile come opportunità di aggregazione per tutti. Il problema è che trattandosi di un servizio basato solo sul lavoro di volontari, ora non siamo più in grado di sostenerne la gestione e l’organizzazione».
I promotori hanno bussato alla porta dell’amministrazione locale. «Il Comune non ha la possibilità di gestire giorno dopo giorno questa attività. Parlando con gli assessori all’istruzione, Lilia Silvi, e con quello ai trasporti, Riccardo Fedeli, abbiamo cercato di trovare una soluzione al problema, che speriamo di rendere operativa a partire da novembre».
Attualmente sono tre le linee che raggiungono via San Lino, ovvero la rossa, la verde e la blu, per un totale di circa trenta bambini. E proprio la linea blu, attraverso Porta San Francesco, è quella interessata al progetto in discussione in questi giorni per rilanciare il Pedibus. «È vero, mancano volontari – spiega l’assessore Silvi –, ma il Comune non può farsi carico interamente di questa attività. Quello che possiamo fare è promuovere alcuni cambiamenti che facilitino l’adesione, intervenendo sulla linea blu. Utilizzando il parcheggio Gioco Nuovo come base di partenza e chiudendo il traffico prima e dopo le 8 nella zona di Porta San Francesco si darebbe la possibilità a più bimbi e a più genitori di unirsi al corteo, magari anche con l’ausilio di un vigile. In attesa dell’installazione delle telecamere, che richiedono un procedimento burocratico assai lungo, sarebbe già un passo avanti importante, e nei prossimi mesi potrebbe già andare a regime».
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