Finanza
Fornace Quaglierini da fermare
Lo sostiene l’opposizione che attacca la giunta. «Non ci sono le opere promesse e sono passati 9 anni»
CASCINA. La cava della fornace Quaglierini agita ancora il dibattito politico della città del mobile. Colle opposizioni – Pdl e Lista Civica – che tornano all’attacco in un incontro con la cittadinanza organizzato sabato mattina a Pettori. Presenti, oltreché numerosi cittadini, anche i capi del comitato – come l’ex assessore comunale Franco Meridi - che qualche tempo fa ha raccolto un centinaio di firme contro la cava. «Non abbiamo paura delle denunce dei dirigenti della ditta incaricata dell’estrazione», taglia corto il consigliere Michele Parrini. Già, perché la Quaglierini ha recentemente paventato la possibilità di ricorrere ad azioni legali contro coloro che, a suo dire, discreditano il nome dell’azienda.
«La nostra proposta rimane la solita: la sospensione cautelativa delle attività estrattive, preso atto che anche gli uffici comunali hanno riscontrato gravi inadempienze alla convenzione; e che, delle opere di decoro che la Quaglierini si era impegnata a eseguire sul terreno della cava, dopo nove anni non si vede neppure l’ombra. All’ultimo consiglio comunale, il sindaco ha votato contro il nostro ordine del giorno, volto a sospendere le attività estrattive». Motivazione? «Non gli piaceva il punto per cui proponevamo di dare l’area a un altro soggetto, per vedere completate almeno le opere di urbanizzazione mai realizzate. Addirittura si è arrivati a dire che la cava l’abbiamo voluta noi, quando in realtà ci siamo sempre opposti; e le delibere portano il nome di Antonelli, Ribechini e Franceschini. Non vorremmo invece che la questione diventasse materia di scambio: le opere di urbanizzazione in cambio del cambio di destinazione d’uso della stessa fornace, in cui realizzare appartamenti».
«Per questo – prosegue Giacomo Cappelli, pidiellino – abbiamo in programma incontri col prefetto, coi tecnici della Provincia e col segretario comunale. In più, l’indicazione di voto sulla nostra proposta in consiglio comunale fu data dal sindaco: cosa inaudita, studiata per mettere a tacere i mal di pancia dei consiglieri dell’ansa dell’Arno, Vanni e Giglioli, che evidentemente recepiscono i disagi della gente».
Jacopo Paganelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
