Il Tirreno

Pontedera

Azienda di pellami distrutta dal fuoco

di Sabrina Chiellini
Azienda di pellami distrutta dal fuoco

Le fiamme sono partite dall’interno del capannone. Danni non ancora quantificati, si parla di centinaia di migliaia di euro

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CASTELFRANCO. Le fiamme sono partite dall’interno durante la notte. Lentamente il fumo ha invaso l’intero capannone della Punto Pellami in via Confina a Castelfranco, nella zona industriale. E solo quando c’è stato uno scoppio il proprietario del capannone, che abita nella stessa strada, si è svegliato e si è reso conto del rogo. A quel punto però era già tardi per tentare di salvare almeno le strutture del capannone. Il tetto, dopo l’esplosione probabilmente di prodotti chimici per il trattamento del pellame, è crollato e questo ha reso molto più complicato il lavoro delle squadre dei vigili del fuoco che sono intervenute poco dopo mezzanotte.

L’incendio è stato spento durante la notte ma solo nel tardo pomeriggio di ieri i vigili del fuoco di Castelfranco hanno concluso la bonifica dopo che il materiale incendiato è stato portato in parte all’esterno del capannone.

Decine e decine di quintali di pellame, lavorato e da lavorare, sistemato su dei pancali, sono andate distrutte. La ditta fa stoccaggio di pellame e gestisce tonnellate di materiale. Il proprietario e rappresentante legale della Punto Pellami, Maurizio Livolsi, quarantenne di Santa Croce, in questi giorni è all’estero, in Russia, per lavoro. Solo ieri mattina i carabinieri lo hanno raggiunto telefonicamente. Per cui al momento non sono state fornite indicazioni esatte sui quantitativi di merce ridotti in cenere dalle fiamme. Inizialmente, si è parlato di un valore vicino ai 250mila euro, ma si tratta di una cifra che non è stata confermata in maniera ufficiale.

Non sono ancora note le cause del rogo. Insieme ai vigili del fuoco di Castelfranco, per tutta la notte sono stati al lavoro nel capannone anche i colleghi del distaccamento di Empoli. Ma al loro arrivo il capannone aveva già subìto danni molto gravi. Ai carabinieri è stato spiegato che non sono state trovate, almeno nel sopralluogo di ieri, tracce di eventuali liquidi incendiari. Non sarebbero state trovate neppure porte forzate. L’unica certezza è che le fiamme si sono propagate dall’interno del capannone e solo in un secondo momento sono state viste all’esterno.

Anche se c’è stata una modesta esplosione e sono andati distrutti materiali chimici, è stato spiegato che non ci sono stati problemi gravi dal punto di vista ambientale.

Il capannone non è stato messo sotto sequestro. E nel tardo pomeriggio di ieri quando i vigili del fuoco hanno completato l’ultimo sopralluogo ed effettuato una serie di rilievi l’ipotesi più probabile restava quella dell’incendio scaturito accidentalmente. Di conseguenza, non è stato disposto il sequestro dell’immobile.

La società Punto Pellami ha una polizza assicurativa che prevede il pagamento di danni in caso di incendio, stando a quanto è stato spiegato nelle ore successive al rogo mentre ancora gli uomini dell’anticendio erano al lavoro.

Il legale rappresentante della società appena tornerà dall’estero, e l’incendio probabilmente gli farà anticipare i tempi, incontrerà i carabinieri e ufficializzerà i danni del rogo.

Le fiamme, per fortuna, non hanno attaccato gli altri due capannoni confinanti.

Ma hanno danneggiato un’auto storica, di proprietà di un imprenditore conciario, che era parcheggiata in uno dei capannoni confinanti con quello distrutto dal fuoco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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