Sicurezza
Può restare con il padre la ragazzina contesa
PONTEDERA. La ragazzina contesta tra l’Italia e gli Usa a suon di carte bollate e ricorsi presentati in tribunale può restare insieme al padre, che abita in provincia di Pisa, al quale è stata...
PONTEDERA. La ragazzina contesta tra l’Italia e gli Usa a suon di carte bollate e ricorsi presentati in tribunale può restare insieme al padre, che abita in provincia di Pisa, al quale è stata affidata. Il tribunale dei minori di Firenze, a cui si è rivolta la mamma dell’adolescente chiedendo che la figlia fosse reimpatriata a New York, ha sospeso la decisione (che peraltro altri giudici dello stesso tribunale avevano preso un mese fa) in attesa della sentenza della Corte di Cassazione.
In queste settimane la ragazzina, come abbiamo dato notizia nei giorni scorsi su questa cronaca, ha chiesto più volte di restare con il padre, e lo ha scritto pure sulla sua bacheca di Facebook chiedendo il sostegno di amici e conoscenti. Lei non vuole tornare negli Usa dove abita la madre. Vuole restare in Italia insieme al padre al quale è stata affidata.
I giudici del tribunale del minorenni di Firenze l’hanno ascoltata di nuovo. Hanno cercato di capire le sue motivazioni nel voler restare con la famiglia del padre. Dopo che il caso è stato esaminato di nuovo è arrivata la decisione che di fatto consente alla ragazzina di restare in Italia.
«Un sentito ringraziamento ai giudici del tribunale dei minori di Firenze per aver dato la possibilità a mia figlia – scrive il padre della minorenne – di affermare la sua volontà, rivedendo così una sentenza che avrebbe compromesso la sua fiducia nella giustizia, nelle istituzioni e soprattutto in se stessa. Mi figlia adesso ha la possibilità di frequentare liberamente e senza paura di un "rapimento" la scuola e i suoi compagni di classe, che tanto la hanno incoraggiata durante questi ultimi mesi. Un ringraziamento anche a tutti coloro che ci hanno seguito in questa vicenda. Un ringraziamento speciale alla mia famiglia». La vicenda non è ancora conclusa, concorda il padre della quattordicenne. «Ma il tempo che passa ci gioca a favore e mia figlia crescendo potrà esprimere sempre con maggior forza le proprie opinioni».
Nel giugno scorso il padre, dopo un'infinita battaglia legale, è andato a New York e ha riportato in Italia la figlia, così come era nei suoi desideri. La donna ha quindi denunciato il marito per sottrazione di minore e i magistrati del tribunale dei minori di Firenze devono dare ora esecuzione ad una sentenza che obbliga la ragazzina, anche se nel frattempo il padre ne aveva ottenuto l'affidamento esclusivo, a tornare negli Usa. La madre nelle settimane scorse è tornata dagli Usa per portare la figlia negli States anche se lei continua a dire che vuole vivere insieme al padre. Finora però le richieste della ragazzina contesa dai genitori da quando si sono separati e poi divorziati non sono state ascoltate.
Un altro caso che fa riflettere su quanto possa essere complesso tentare una mediazione tra genitori che mettono fine non di comune accordo alla loro storia. E sempre più spesso a pagarne le conseguenze sono i figli, specialmente quando hanno un’età che non li lascia liberi di scegliere.
Sabrina Chiellini
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