Il Tirreno

Pontedera

una pendolare denuncia lo stato della strada

«Sulla 68 ogni giorno si rischia la vita»

«Sulla 68 ogni giorno si rischia la vita»

VOLTERRA. È una battaglia che dura da anni, per cui sono state raccolte firme e interrogati ministri e amministratori locali, ma ancora oggi la strada regionale 68 Cecina-Volterra-Colle di Val d'Elsa...

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VOLTERRA. È una battaglia che dura da anni, per cui sono state raccolte firme e interrogati ministri e amministratori locali, ma ancora oggi la strada regionale 68 Cecina-Volterra-Colle di Val d'Elsa rimane una delle più pericolose per pendolari e turisti. A denunciare l'immobilismo delle istituzioni è Domizia Bianchi, una cittadina volterrana che da otto anni percorre a suo rischio e pericolo la strada in questione. «La situazione se possibile negli ultimi tempi è addirittura peggiorata. L'asfalto è rovinato e avvallato in molti punti, e in particolare nelle giornate di pioggia si sente benissimo la macchina scappare verso l'esterno a ogni curva. È inutile continuare a posizionare cartelli stradali di pericolo (ne ho contati ben 15 nel tratto che percorro quotidianamente), se poi non si prevedono interventi strutturali per migliorare le cose».

Alcuni interventi di riasfaltatura delle parti più critiche in realtà nei mesi scorsi sono stati effettuati, ma si tratta di soluzioni temporanee, che non possono riportare in sicurezza una strada oggetto di proteste e soprattutto teatro di numerosi incidenti. «Ogni giorno – conclude la Bianchi – percorro la strada che da Volterra porta all'ospedale di Siena, dove lavoro, e posso testimoniare maglio di tutti le difficoltà e i pericoli che ogni automobilista incontra a ogni curva. Oltre a essere una strada con numerosi tornanti e tratti in pendenza, è anche un percorso molto trafficato da volterrani, colligiani, poggibonsesi, per non parlare dei turisti, in particolare nella stagione estiva, e dei motociclisti. Abbiamo già parlato col governatore Enrico Rossi, portandolo a conoscenza del problema, ma la sensazione che abbiamo è sempre più quella di non essere considerati. Invito tutti gli amministratori in questione a vedere personalmente i problemi di cui parliamo, sperando che almeno così si potrà iniziare un procedimento serio di ristrutturazione. Nel frattempo, continuiamo a fare avanti e indietro su questo accidentato percorso, sperando che i provvedimenti non arrivino quando ormai sarà troppo tardi».

Nicolò Colombini

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