Sicurezza
Donare il “cordone” è come mettere in banca la salute
PONTEDERA. Difficile resistere all’idea di mettere in banca la salute, lasciando in eredità i mattoni per blindare il futuro, conservando quelle cellule che promettono di curare ogni malattia....
PONTEDERA. Difficile resistere all’idea di mettere in banca la salute, lasciando in eredità i mattoni per blindare il futuro, conservando quelle cellule che promettono di curare ogni malattia. Difficile rifiutarsi di donare il cordone ombelicale.
Così se fino a qualche anno fa il cordone era considerato un “materiale di scarto”, oggi il giudizio delle mamme è unanime.
Inutile sprecarlo. Tutte «vogliono fare qualcosa di buono».
Per Elena, mamma di Matilde «è stato un gesto dovuto, di sensibilità», per Ilaria «una possibilità in più per la ricerca» e per Benedetta, che di figli ne ha due, «alla nascita di Luca, quasi un dovere morale. Sono particolarmente legata a queste tematiche - dice – e nel mio piccolo cerco di rendermi utile».
Il sangue che irrora la placenta è ricco infatti di cellule staminali emopoietiche, in grado di dare origine a tutte le cellule del sangue, globuli rossi, bianchi e piastrine. Sono perciò una risorsa preziosa per rigenerare l’ambiente midollare danneggiato da patologie o da cicli di chemio e radioterapia intense, come quelli necessari a debellare leucemie e linfomi o per effettuare trapianti in pazienti affetti da malattie genetiche quali l’anemia mediterranea o il morbo di Cooley. Di questi aspetti se ne parlerà stamani, alle 9.15 al Museo Piaggio durante una tavola rotonda, curata dal Lions Club di Pontedera.
«L’argomento – spiega la ginecologa Sandra Amato, promotrice dell’incontro - è di sempre maggior rilevanza, non solo per il magnifico atto compiuto dalle neo- mamme, indolore, sicuro e non invasivo, ma anche e soprattutto per l’impiego strategico di queste cellule, in particolare nel campo della oncoematologia». Interverranno Roberto Revoltella che da anni si occupa dello studio delle staminali, Fabrizio Scatena, direttore del Centro Trasfusionale e della Banca del Cordone di Pisa, Patrizia Urcioli, Paolo Petrucciani, direttore del Centro Trasfusionale di Pontedera e Francesca Andreazzoli. Saranno inoltre presenti Maria Cristina Manganelli, presidente della sezione pisana dell’Adisco e le ostetriche Angela Bilancia e Azzurra Virgili. (p.s.)
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