Sicurezza
Sotto i mille abitanti niente più bus , è allarme sui tagli
POMARANCE. La popolazione più colpita sarà quella che abita in frazioni sotto i mille abitanti che, addirittura, non avranno più bus con i capoluoghi comunali. Gli altri borghi avranno a disposizione...
POMARANCE. La popolazione più colpita sarà quella che abita in frazioni sotto i mille abitanti che, addirittura, non avranno più bus con i capoluoghi comunali. Gli altri borghi avranno a disposizione solo 2-3 corse per collegarsi, invece. Proprio in questi giorni si sta delineando quella che i sindacati chiamano “mannaia” sul trasporto pubblico locale che, in Alta Valdicecina, porterà a tagli anche del 70%. «E se gli enti locali vorranno effettuare il servizio rispondente alle reali necessità dei cittadini, dovranno finanziarsi il servizio a loro spese, tutto questo naturalmente ad un costo più alto di quello che l’azienda pubblica Cpt, ora Ctt Nord pratica ora». L’allarme arriva direttamente dalle segreterie privinciale dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil e Faisa-Cisal. Una voce univoca con cui sindacati e lavoratori dell’Alta Valdicecina si sono già confrontati in una recente riunione proprio per analizzare le prospettive future del settore, a fronte di quanto si prospetta a seguito dell’imminente gara regionale per l’assegnazione del servizio di trasporto pubblico. «I tagli che la Regione si appresta a fare, a seguito del minore trasferimento di risorse decretate già dal governo Berlusconi del 2009 – continuano dai sindacati – incideranno in modo pesante nella nostra zona».
Peggioramento del servizio, quindi. Ma non solo. La mannaia si poterà dietro disagi a catena per la popolazione 8soprattutto i più anziani che sono la maggioranza e gli studenti) e pure esuberi di personale. «Ad oggi non sappiamo come saranno gestiti i lavoratori», sottolineano.
Scatta l’allarme rosso. E le organizzazioni sindacali chiedono un incontro urgente direttamente con le amministrazioni locali che saranno travolte da questa onda. «Dobbiamo insieme – spiegano – analizzare prospettive e trovare soluzioni che possano impedire o almeno ridurre al minimo i disagi sia per gli utenti che per i lavoratori». Pure gli addetti ai lavori si fanno sentire. «Chiediamo alla Regione che riveda i parametri con cui saranno distribuiti i contributi regionali nelle zone a domanda debole e si possa raggiungere parità di trattamento per tutti i cittadini».
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