Il Tirreno

Pontedera

Rinviato lo sfratto della novantenne invalida

Rinviato lo sfratto della novantenne invalida

I figli, il Comune e l’Unione Inquilini hanno trovato una sistemazione nel paese di Cerretti. Il 19 dicembre la donna dovrà lasciare la casa

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SANTA MARIA A MONTE. La pensionata di oltre 90 anni di Montecalvoli, che rischiava di trovarsi fuori casa perché dopo più di un anno non è stata trovata per lei una soluzione alternativa all’appartamento dove abita, non andrà in una casa di riposo e non sarà neppure trattata come un “pacco”. Cioè sfrattata da casa sua (per finita locazione e non per morosità) con l’intervento dell’ufficiale giudiziario e di un’ambulanza, come ha stabilito il giudice dopo che per oltre un anno non è stata individuata per la donna una sistemazione in un’altra casa.

Ora la vicenda ha preso una strada diversa rispetto al passato. Dopo che la notizia è apparsa sul nostro giornale, il Comune si è offerto come mediatore per trovare una soluzione e sollecitare i tre figli della donna ad occuparsi di lei. Questo per evitare un ricovero in un istituto di riposo e soprattuttto di essere strappata dal contesto in cui ha vissuto negli ultimi anni.

Ieri mattina dunque lo sfratto è stato di nuovo rinviato, questa volta al 19 dicembre.

Il sindaco ha incontrato per due volte i figli della donna, che hanno trovato alla pensionata una casa dove trasferirsi a Cerretti, sempre nel comune di Santa Maria a Monte.

Si tratta dell’ultima richiesta di proroga, stando a quanto i parenti della donna hanno assicurato all’ufficiale giudiziario e agli avvocati che seguono questa complessa vicenda, soprattutto per i risvolti umani che ha.

Il proprietario della vecchia casa dove abita la pensionata intende tornare in possesso dell’immobile. Il contratto è scaduto e quindi è un suo diritto avere nella propria disponibilità l’appartamento attualmente occupato dalla pensionata. Finora però i tentativi di sfratto effettuati nei confronti dell’anziana che ha anche problemi di salute non avevano dato alcun esito.

La donna, seguita da una badante, ha una pensione che le consente di poter pagare un affitto, anche se non certo ai canoni di mercato. In ogni caso anche l’Unione inquilini, stando a quanto è stato spiegato dal Comune, ha fatto la sua parte per dare alla pensionata un nuovo “tetto” ed evitarle il trauma, considerata anche l’età, di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una casa di riposo.

Dall’altra parte la proprietà dell’immobile conta di chiudere lo sfratto entro la fine dell’anno, pronta a tutelarsi con le azioni legali che si renderanno necessarie se lo sfratto non sarà eseguito.

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di Redazione web