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In vacanza con l’auto del Comune: condannato

In vacanza con l’auto del Comune: condannato

A Santa Croce l’ex autista del sindaco dovrà risarcire ottomila euro di danni La scoperta grazie alle fatture del telepass. Contraffatte le schede di viaggio

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SANTA CROCE. Utilizzava per scopi personali, anche per andarci in vacanza, l’auto del Comune e si spostava facendo rifornimento a spese dell’ente pubblico, e quindi dei cittadini. Fu scoperto e finì sotto processo. Ora è arrivata la condanna: all’ex autista del Comune di Santa Croce, che proprio durante il procedimento giudiziario ha raggiunto l’età pensionabile, il giudice ha rifilato un anno e sei mesi di reclusione, senza beneficio della condizionale. Inoltre, l’uomo dovrà rimborsare le spese processuali e dovrà provvedere al risarcimento di ottomila euro, cifra con cui sono stati quantificati i danni arrecati all’amministrazione comunale.

Chiarissime le motivazioni della sentenza: “Il dipendente comunale, con mansioni di autista, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, si impossessava di quantitativi imprecisati di carburante, utilizzando un’autovettura di proprietà dell’amministrazione, per più giorni consecutivi, recandosi addirittura in territorio abruzzese e facendone ritorno tra il 14 ed il 17 agosto 2009”; “inoltre sopprimeva, distruggeva e comunque occultava e successivamente contraffaceva le schede di viaggio inerenti la medesima autovettura e relative alle mensilità da maggio a agosto 2009”.

«Il tutto – rivela il sindaco di Santa Croce – ebbe origine dagli accertamenti amministrativi fatti dai nostri uffici dopo che, nell’ottobre 2009, ci era pervenuta la richiesta di pagamento, da parte della Società Autostrade, di passaggi dell’autovettura abitualmente utilizzata per i viaggi istituzionali del sindaco e degli altri amministratori, senza corresponsione del relativo pedaggio, a tre caselli situati nella zona dell’Abruzzo nei giorni a cavallo di Ferragosto. Appurato che nessun viaggio istituzionale era stato fatto in quei giorni, si trattò di capire attraverso quale meccanismo il dipendente in questione pensava di “occultare” tale utilizzazione impropria e se a questa era stata o no “una tantum”. Fu così possibile appurare non solo che i fogli viaggio “anticontraffazione” relativi ai mesi precedenti erano stati sostituiti con altri (privi, tra l’altro, della firma del sindaco o di altro amministratore per ogni viaggio effettuato) in cui erano stati inventati di sana pianta viaggi mai effettuati pur di ricostruire il chilometraggio totale, ma che talune di questa manomissioni erano finalizzate anche a nascondere anomali prelievi di carburante (in alcuni casi superiori addirittura alla capacità massima del serbatoio) di cui il dipendente si era ovviamente appropriato».

Tutta la documentazione fu quindi immediatamente trasmessa dal Comune all’autorità giudiziaria.

Cristiano Marcacci

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