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L’amaretto lotta contro l’estinzione

L’amaretto lotta contro l’estinzione

La prelibatezza caratteristica di Santa Croce presente da oggi al Salone del Gusto di Torino

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SANTA CROCE. L’amaretto santacrocese parte alla volta del Salone del Gusto per unirsi al patrimonio gastronomico che si nasconde dietro a centinaia di realtà spesso sconosciute. A Torino s’inaugura oggi il grande evento che Slow Food dedica ai piccoli giacimenti del cibo, tra loro anche la comunità di appena sei produttori organizzata attorno all’amaretto santacrocese. Dopodiché tutti pronti per la Festa dell’Amaretto, l’8 dicembre.

Per quanto riguarda l’amaretto, tutto nasce all’interno di un convento di clausura. Le antesignane furono le giovani rampolle di nobili famiglie siciliane che, mandate in convento a Santa Croce, portarono in dote le mandorle della loro terra. Il convento di Santa Cristiana risale al 1286 e si presume che già da allora tra le mura dell’istituto di clausura si sfornassero dolcetti da regalare a beneffattori e personaggi illustri dei dintorni. Della ricetta si hanno però prove documentate solo a partire dal XIX secolo, quando il successo del biscottino ottenuto impastando granella di mandorle, zucchero, uova e scorza d’arancia, iniziò a interessare anche il panificipo dirimpettaio del convento. Dopodiché la ricetta entrò nell’uso comune delle famiglie e si sparse a macchia d’olio, fino a diventare il dono per eccellenza durante le festività natalizie.

Partito dunque come regalo tipico del Natale, da venti edizioni i primi di dicembre se ne festeggia la tradizione con una fiera che anima il centro di Santa Croce, ma anche con una sfida tra amarettai per aggiudicarsi l’Amaretto d’Oro. Quest’anno la festa cade l’8 dicembre. Data l’unicità del “trastullo”, consigliato in abbinamento ad un buon bicchierino di vinsanto, anche il trofeo che per un anno andrà ad impreziosire gli scaffali del vincitore, è realizzato da un orafo di Santa Croce (Andrea Nesti della gioielleria Baroni). «Grazie al Salone del Gusto e a Slow Food – commenta il pasticcere de La Vacchetta, Paolo Seghetti in rappresentanza dei colleghi – speriamo che questo prodotto realizzato ancora interamente a mano da appena sei artigiani fra fornai e pasticceri, trovi una vetrina che ne riporti il nome agli antichi splendori. Ogni anno diventiamo sempre meno, le attività chiudono, la manualità non viene trasmessa. Vogliamo scongiurare il rischio d’estinzione per l’amaretto santacrocese».

Si potrà chiedere informazioni sull’amaretto allo stand della Regione e a Slow Food Toscana. Assaggiarlo in occasione del pranzo di sabato organizzato dalla Regione Toscana, e in occasione della cena (sempre di sabato) a sei mani tra le Province di Pisa, Livorno e Arezzo. Info: Pro loco Santa Croce, tel. 0571-31101.

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