Sicurezza
L’addio alla famiglia vittima dei funghi
Oggi pomeriggio alle 15,30 nella chiesa di San Giorgio ci saranno i funerali di Lino, Luisa e della figlia Simonetta
CASCINA. Le tre bare - quelle di madre, padre e figlia uccisi dai funghi killer - arriveranno nella chiesa di San Giorgio nel primo pomeriggio. Dal’altro giorno la Procura di Pisa ha dato il nulla osta alla sepoltura di Simonetta Di Ruscio, 40 anni, operatrice socio sanitaria, e dei genitori Lino, 65 anni, pensionato e la madre Luisa Trombetta, 59 anni. I feretri sono stati composti nella cappella dell’obitorio dell’ospedale Santa Chiara, per l’abbraccio dei parenti e degli amici più stretti, e oggi torneranno nel paese dove la famiglia abitava per l’ultimo saluto, nella chiesa di San Giorgio (alle 15.30).
Alla cerimonia funebre parteciperà anche il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli, sia pure in forma privata, nel rispetto di quelle che sono state anche le richieste dei familiari dopo che il gravissimo caso di avvelenamento ha richiamato le attenzioni dei media nazionali.
Il giorno dell’ultimo saluto alla famiglia Di Ruscio arriva a distanza di una settimana dall’inizio del dramma. Da quando si è compiuto il destino di Simonetta e dei suoi genitori.
Giovedì scorso, nel primo pomeriggio, la famiglia cominciava a rendersi conto che i funghi mangiati fritti la sera precedente potevano essere la causa di una grave intossicazione alimentare. Dalla mattina stavano male. Dolori allo stomaco e problemi intestinati. Prima Simonetta e poi i genitori. Meno preoccupanti le condizioni del figlio maggiore di Simonetta che ha 9 anni e che è l’unico sopravvissuto alla cena in cui sono stati serviti i funghi raccolti dal nonno vicino a casa.
Da quando i tre sono arrivati al pronto soccorso di Cisanello la situazione è precipitata di ora in ora. Ma per i medici fin dall’inizio è stato chiaro che la famiglia difficilmente avrebbe superato gli effetti del velenoso fungo. Effetti e resposabilità che sono state confermate anche dai risultati degli esami tossicologici fatti effettuare subito dopo il ricovero dei tre pazienti.
Nessuno immaginava che quei funghi bianchi, scambiati per comuni ovuli, fossero della specie amanita falloide. Solo il nome evoca morte, sofferenze strazianti.
Oggi è il momento dell’addio alla famiglia sterminata dai funghi. Intanto ieri il bambino di 9 anni è stato dimesso dall’ospedale di Pisa, dove era stato ricoverato. Per lui e per il fratellino più piccolo, rimasti orfani della madre, sono giorni terribili. Conoscono la verità che li ha travolti e li ha strappati dalla mamma alla quale erano stati affidati dopo la separazione dei genitori.
Un giorno di lutto per la comunità che darà l’ultimo saluto alle tre vittime dell’avvelenamento e che ancora si chiede come sia potuto accadere tutto questo.
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