Il dolore
Fiumi di fango in strada, Comune contro i privati
Tante le abitazioni dove manca una corretta regimazione delle acque piovane Il sindaco: basta con gli avvertimenti, siamo pronti anche a denunciare i colpevoli
CRESPINA. Quando la pazienza ha un limite. Quello della sicurezza pubblica. Basta con le cascate di acque e di fango che creano fiumi di poltiglia scivolosa sulle strade comunali di Crespina. Uno scroscio melmoso che arriva dalle tante abitazioni e villette che in parecchi anni non si sono mai dotate di un impianto di regimazione delle acque piovane come si deve. Nonostante varie ordinanze di sollecito di interventi, fatte nel corso del tempo da parte dell’amministrazione.
Con l’ennesimo acquazzone dei giorni scorsi finisce anche la sopportazione degli amministratori comunali.
Sindaco in testa, finita la pioggia, scatta il sopralluogo sulle vie solitamente più colpite dalla mancanza di manutenzione dei privati.
«Sono andato direttamente io in auto a vedere le condizioni delle strade comunali, anche perché più volte in maniera ufficiale, abbiamo chiesto ai propietari di queste abitazioni di mettersi in regola», premette il primo cittadino Thomas D’Addona.
La realtà, invece, sono fiumi di fango che coprono lunghi tratti di via le Grotte, via Leprata e via il Colle.
«In quelle condizioni sono con un’auto si possono percorrere indenni quelle strade, con un motorino o una bici il rischio di scivolare e cadere è tanto», spiega.
E precisa cosa c’è all’origine di quelle cascate di acqua e fanghiglia che dagli argini, scaricano sulla viabilità.
«L’acqua piovana non viene regimata a dovere e per questo tutto viene scaricato sulla pubblica strada – dice – Praticamente mancano fosse atte a raccogliere la pioggia e a farla scaricare in luoghi opportuni, salvaguardando la viabilità».
Gli avvertimenti fatti in passato non sono serviti. Ecco, allora, che ufficio ambiente e vigili urbani sono al lavoro per preparare l’ennesima ordinanza.
«Ma questa volta sarà l’ultima – è perentorio il sindaco – perché metteremo delle prescrizioni precise per cui gli interventi dei privati saranno obbligatori, pena oltre ad una sanzione salata anche la possibilità di essere denunciati alla magistratura per danni al patrimonio pubblico, per interruzione di pubblico servizio dal momento che su un mezzo a due ruote da quelle strade non si passa».
A giorni l’ordinanza busserà alle porte dei diretti interessati. «Non ci dovrà essere una prossima volta», continua in tono lapidario. E non manca di ricordare tutte quelle volte che molti dei proprietari coinvolti, hanno risposto all’amministrazione in tono scocciato, stile “Possibile che quando piove, tutte le volte mi chiamate per rompermi le scatole?”.
«Bene adesso non chiameremo più queste persone, che saranno tenute solo ad ottemperare in modo rigoroso all’ordinanza», ribadisce.
Quello di Crespina è uno dei pochi casi in cui, dopo una bomba d’acqua come quella caduta nei giorni passati che ha messo sott’acqua la Valdera, in cui la macchina pubblica ha funzionato. Al contrario di quella privata.
«Le fosse erano pulite, le fogne hanno recepito le acque in modo ottimo, tutto ha sgrondato a meraviglia e persino le zone più sensibili come la scuola elementare di Cenaia e lo spazio feste non hanno avuto alcun problema di allagamenti, perché le casse di esondazione hanno funzionato», dice con orgoglio. «I danni più evidenti sono stati fatti a causa delle mancanze di alcuni privati».
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