Toscana
Bomber in campo malato per lo Stato E ora dovrà pagare
La Corte dei Conti condanna Raffaele Moriani, poliziotto con la passione del calcio: per giocare si metteva in mutua
FORCOLI. Nella sua carriera calcistica di gol Raffaele Moriani, attaccante storico del Forcoli, ne ha realizzati tanti. Ma a fischiargli il fuorigioco più scottante è arrivata la Corte dei Conti che lo ha condannato per le malattie ... presunte. L’agente scelto della polizia di Stato in forza alla Polfer ma con il calcio nelle vene è finito in giudizio insieme al medico Rita Lina Bruna D’Amico, dottore di fiducia del trequartista. Una mezzapunta doc che ha militato in molte squadre ma che ha lasciato una parte del suo cuore a Forcoli, dopo 9 anni di militanza come capitano e bandiera degli amaranto.
In sostanza Moriani, secondo un procedimento penale definito in tribunale a Massa e dopo il quale si è messo in moto l’iter per determinare i danni allo Stato, è l’autore di una truffa aggravata nei confronti dello Stato.
In più occasioni avrebbe presentato certificazioni di malattie accusando dalla lombosciatalgia, gastroenterite, otite a forme influenzali per stare a casa in alcuni giorni del 2004, nel 2005, 2006 e 2007 inducendo l’amministrazione a riconoscergli il congedo per malattia e a pagare in suo favore gli emolumenti fissi pur nei giorni di assenza delle presunte malattie. Nei giorni a lui “contestati” durante l’indagine per truffa Moriani ha disputato competizioni agonistiche come calciatore dell’Unione sportiva Forcoli calcio che militava nel campionato di serie D. Il procedimento penale si è chiuso con un patteggiamento: sei mesi di reclusione, 200 euro di multa e 1.200 euro di danni risarciti al Ministero dell’Interno. Un’ulteriore attività istruttoria dei carabinieri del Nas di Livorno ha fatto scoprire che Moriani dal 28 ottobre 2006 al 31 dicembre 2010, aveva fruito di 326 giorni di prognosi riferibili a 47 referti medici, di cui 39 sottoscritti dalla stessa dottoressa e aveva eseguito anche gli allenamenti durante la settimana pur essendo alla mutua.
Moriani si è difeso sostenendo che il danno lo aveva già pagato quando aveva patteggiato la pena. Inoltre durante le malattie aveva ricevuto due visite fiscali e che avevano in qualche modo verificato il suo stato di salute. Di conseguenza il suo legale ha chiesto per lui l’assoluzione. Un episodio descritto nella sentenza fa capire come tutta questa storia fosse il segreto di Pulcinella. Un falso segreto. Tutti più o meno ne erano a conoscenza. E molti in nome si sono girati dall’altra parte. Il 25 aprile 2007 la polizia aveva dovuto scortare il collega bomber fuori dallo stadio di Pontedera ma poi ne aveva segnalato l’illegittima partecipazione a quell’incontro. Lui, quella domenica, aveva segnato un gol e poi si era diretto verso la tribuna occupata dai tifosi avversari simulando con le mani una mitraglietta che spara. Un gesto che aveva fatto esplodere la contestazione dei tifosi a conoscenza della reale professione di Moriani.
Il fischio finale della Corte dei Conti lo ha condannato al pagamento di circa 32mila euro allo Stato. E ha condannato in via sussidiaria a risarcire 11mila euro circa la dottoressa che aveva stilato i certificati. Entrambi dovranno pagare le spese processuali.(s.c.)
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