Attenzione
Bomar, accordo su 14 esuberi
Ponte a Egola, Benvenuti (Cgil): «Non ci sono alternative»
PONTE A EGOLA. Cala il numero ma i licenziamenti restano. Tuttavia, per il sindacalista Cgil Stefano Benvenuti la vertenza della Bomar Spa di Ponte a Egola si chiude almeno con qualche segno in positivo. Sono quattordici le persone in mobilità su un totale di 34 addetti. La proprietà conferma il peso della crisi che non ha lasciato spiragli alla ripresa dopo la pausa agostana. E soprattutto dopo una scia di mesi in regime di cassa integrazione. Però gli esuberi annunciati da 18 scendono a 14.
«La situazione non è più recuperabile – afferma Benvenuti –. Ma tra azienda e sindacato c'è stato un dialogo in positivo, anche se stiamo trattando di licenziamenti. Insomma, pur nella negatività del quadro nella procedura abbiamo introdotto qualche elemento in più rispetto ai termini di legge». Nel dettaglio si tratta del criterio della volontarietà. Alla metà del prossimo mese, però, la palla sui licenziamenti, se non verrà raggiunto il numero previsto, passerà in mano all'azienda.
In prospettiva, potrebbero cambiare anche i numeri. Nell’accordo siglato tra proprietà e rappresentanti sindacali il tetto degli esuberi è sceso dai diciotto annunciati a settembre a quota quattordici. Ma il dato finale potrebbe anche essere inferiore.
«Nell’accordo è scritto fino a 14 unità», sottolinea Benvenuti. Che apre anche alla possibilità che il percorso di uscita per alcuni dipendenti della Bomar possa essere più soft che per altri. «Ci sono persone che potrebbero arrivare all'età pensionabile».
La Bomar ha una lunga storia alle spalle. L’azienda, costituita nel 1971 è specializzata nella concia di pelli ovocaprine. «Ed è su questa specificità che il management dell’impresa si è detto impegnato a investire – dice il sindacalista Cgil –. L’azienda lavora quasi esclusivamente per le grandi griffe della moda e l’obiettivo dichiarato è di restare a un livello di lavorazioni da fascia alta del mercato».
In questa fase l’azienda si sta riorganizzando. Attualmente, gli impianti marciano a scartamento ridotto, in ragione delle commesse. «Il processo prevede anche un diverso assetto societario – conclude Benvenuti –. Dovrebbe esserci l’ingresso di qualche figura giovane e, a quanto pare, anche qualche sostegno dall’esterno rispetto all’attuale compagine».(m.m.)
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