Il Tirreno

Pontedera

Premio di produttività ridotto

A Pomarance i dipendenti bacchettano il Comune: disparità di trattamento

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POMARANCE. Il premio di produttività si riduce e i dipendenti del Comune di Pomarance bacchettano le scelte dell’amministrazione.

«Negli ultimi incontri con la delegazione trattante di parte pubblica siamo venuti a conoscenza di una marcata riduzione delle risorse per il 2013 dirette a finanziare la produttività dei lavoratori e vogliamo esprimere la nostra disapprovazione per le scelte politiche fatte», dicono dalla Rsu.

Al di là dei dati nazionali che girano intorno a spending review, patto di stabilità, provvedimenti che bloccano il rinnovo contrattuale fino al 2014, a livello locale il sindacato contesta un indirizzo di tipo verticistico dei rapporti.

«Per le scelte organizzative, basti vedere come è stato gestito il passaggio delle funzioni di polizia municipale e di istruzione all’Unione dei Comuni, con le decisioni calate dall’alto, senza alcun coinvolgimento dei dipendenti interessati, nonostante fosse stato a più riprese richiesto sia dai dipendenti che dalla Rsu», si va nello specifico. Ecco un altro esempio: «Per le scelte economiche il segretario generale e le posizioni organizzative non risentono di queste ristrettezze; tutto questo non per innescare un meccanismo di contrapposizione tra dipendenti, inutile e dannoso, ma per evidenziare il verificarsi di una grave disparità di trattamento rispetto agli altri lavoratori, senza che ciò, a nostro parere, generi nell’amministrazione comunale la volontà di cercare le modalità per porvi rimedio». Le critiche vanno dirette all’amministrazione. «L’amministrazione ha fatto scelte rivolte a remunerare più la dirigenza (con l’assunzione del segretario comunale al 100% a carico del Comune, mentre in passato veniva “condiviso” con altri Comuni). Sappiamo tutti che lo stipendio dei lavoratori è bloccato ed è pure diminuito per la maggiore incidenza delle tasse addizionali. La Cgil nazionale ha recentemente calcolato che nel periodo 2010 – 2014 ogni lavoratore pubblico perderà oltre 6mila euro di retribuzione. Da alcuni anni la produttività era già scarsa, ammontando a poche decine di euro (in media circa 200 euro a dipendente); ora ci verrà chiesto, a causa di scelte precise, di rinunciare anche alla produttività. Tutto ciò, insieme al blocco delle assunzioni e alla futura, prospettata, messa in mobilità dei dipendenti, con criteri da definire».

«Riteniamo – e concludono – che la politica, anche quella locale, debba rispondere, assumendosi in pieno la responsabilità delle proprie scelte e delle ripercussioni, a tutti i livelli sulla cittadinanza».

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