Il Tirreno

Pontedera

«Ai bimbi dite solo la verità, con dolcezza»

di Francesca Suggi
«Ai bimbi dite solo la verità, con dolcezza»

Parla il sociologo Crepet: la persona ora di riferimento dovrà essere disponibile verso le loro domande

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CASCINA. «Vietato dire bugie oppure mezze verità in questi casi, i bambini di quell’età hanno già capito tutto». Dai talk-show nazionali ai casi che si ritrova ad affrontare sul lavoro, alla tragedia di Cascina lo psichiatra, sociologo e scrittore Paolo Crepet parla delle vittime indirette della strage da funghi. Quei due bambini di 12 e 7 anni, Andrea e Diego, che si sono visti portar via la mamma e i nonni in un colpo solo.

Dopo una cena che doveva essere come tante altre, tra i sorrisi e il calore della famiglia.

E invece quei bocconi di veleno si sono rivelati letali. Gli ultimi ricordi. Su cui piangere. «Non c’è un metodo per parlare ai bambini, servono comunque sempre dolcezza, gentilezza e di solito si consiglia che sia la persona che poi sarà di riferimento per questi figli, a confrontarsi con loro e cercare di spiegare loro la tragedia».

Insostenibile il pensiero che la mamma e i nonni fino a pochi giorni fa c’erano. Con mamma Simonetta che tutti i giorni li svegliava per andare a scuola, li coccolava, pensava a loro. Difficile accettare questo brusco faccia a faccia con la morte. Che ingoia tre pilastri dell’ esistenza. Tutti insieme.

«I bambini avranno sicuramente tante domande da fare e servirà la massima disponibilità da parte dei grandi, massima trasparenza e sincerità, sempre da quella figura di riferimento che li accompagnerà da qui in avanti», continua lo specialista, laureato a pieni voti sia in medicina e chirurgia, con successiva specializzazione in psichiatria, sia in sociologia, autore di diversi testi e volto noto della tv, spesso ospite al programma di Bruno Vespa “Porta a Porta”.

Si è confrontato con tanti casi umani di bambini “obbligati” con violenza a confrontarsi con la morte di un caro: malattie, incidenti fatali.

Ma mai si ritrova a parlare di piccoli che da un giorno all’altro restano senza mamma e nonni per una strage da funghi.

«Sono eventi che continuo a non capire – si lascia andare – chi non sa andare a funghi non ci deve andare, non ci si può fidare dell’esperienza di qualcun’altro, ma servono verifiche vere e serie da parte degli organi sanitari», chiude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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